Riccardo Calafiori è un difensore italiano mancino dotato di ottima tecnica e di una naturale predisposizione alla costruzione del gioco. Può agire sia come terzino sinistro sia come centrale in una difesa a tre o a quattro, grazie alla capacità di adattarsi a diverse situazioni tattiche. Tra le sue qualità principali spiccano il controllo di palla, la precisione nei passaggi e la propensione ad accompagnare l’azione offensiva con inserimenti e conduzioni palla al piede. Nonostante la struttura fisica importante, mantiene buona agilità e senso della posizione, caratteristiche che gli consentono di intervenire con efficacia negli anticipi e nei contrasti.
Il suo palmarès è legato soprattutto alle esperienze maturate nei campionati europei e nei percorsi di crescita nei club che lo hanno formato, oltre alle presenze con le nazionali giovanili italiane che ne hanno consolidato la reputazione. Tra le curiosità più note c’è il grave infortunio subito da giovanissimo, che ne ha rischiato di rallentare la carriera ma che è stato superato con determinazione e lavoro. Proprio questa resilienza è diventata uno dei tratti distintivi del suo percorso, trasformandolo in un difensore moderno apprezzato per qualità tecnica, personalità e margini di crescita ancora importanti.
Riccardo Calafiori sta disputando la sua seconda stagione con la maglia dell’Arsenal con il sogno di conquistare la Premier League e andare il più avanti possibile in Champions League. La vita nella frenetica Londra è molto diversa da quella tranquilla che aveva a Bologna e lo ha rimarcato anche in una recente intervista a Alessandro Cattelan, dove ha risposto alle domande sulle differenze di stile con la vita italiana e le abitudini dei cittadini di Londra. Frasi che, però, hanno creato una filo di polemica in entrambe le nazioni.
I londinesi rispettano troppo le regole
Alessandro Cattelan ha avviato un suo podcast dove intervista in maniera leggera e divertente i suoi ospiti. In una delle ultime puntate è stato il turno di Riccardo Calafiori. Il difensore dell’Arsenal non si è sottratto alle domande del conduttore e si è lasciato andare anche a qualche piccola frecciata nei confronti dei cittadini di Londra. Alla domanda su come sia la sua routine giornaliera, ha così risposto: “Mi muovo in macchina ma non guido, ho l’autista. Ci metto un’ora ad arrivare al campo di allenamento. Ho la patente ma qui non ho la macchina“. Sul perchè ci impiega così tanto ad arrivare a destinazione, ha così risposto: “Seguono troppo le regole e sono un po’ lenti. Cioè a volte vedi queste file, queste code di traffico senza motivo. Rispettano in modo troppo rigido le regole e guidano piano“.
I social italiani, e romani, non perdonano
Apriti cielo! Dichiarazioni che sono diventati subito virali sui social e che non hanno trovato l’appoggio degli italiani. La nota pagina che parla dei problemi della Capitale, “Roma fa schifo“, ha ripreso queste dichiarazioni e le ha commentate con un netto “imbarazzo totale“. Calafiori è di Roma e i suoi concittadini si sono dissociati dalle sue affermazioni facendo notare che è logico rispettare le regole alla guida degli automezzi e che non bisogna fare come in Italia e, in questo caso a Roma, dove il rispetto delle regole è spesso un optional. Insomma quella che poteva essere solo una riflessione con un velo di ironia, ha scatenato il putiferio social e messo Calafiori in una condizione in cui ha fatto arrabbiare Londra e Roma in un colpo solo.










