Alessandro Bastoni è un difensore centrale moderno, mancino, noto per l’eleganza nella gestione del pallone e l’intelligenza tattica. Dotato di ottima visione di gioco, si distingue per la capacità di impostare l’azione da dietro con passaggi precisi, anche in verticale, e per la calma nelle situazioni di pressione. Difensivamente è solido nel posizionamento, efficace nell’anticipo e affidabile nel gioco aereo, pur non essendo un marcatore aggressivo.
Tra le curiosità, Bastoni ha spesso dichiarato di ispirarsi ai grandi difensori italiani del passato, ma il suo stile richiama anche quello dei centrali “registi” più moderni. È apprezzato dagli allenatori per la versatilità, potendo giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro, e per la maturità mostrata fin da giovane nei grandi palcoscenici.
La recente puntata de Il Processo al Novantesimo ha alzato un polverone nel mondo del calcio italiano. Al centro del dibattito, la partita tra Juventus e Inter, che ha visto un acceso scontro tra Kalulu e Bastoni e ha innescato polemiche ormai dilaganti. Gli interventi di ospiti di riguardo, come Massimo Giletti e Massimo D’Alessandro, hanno arricchito una discussione che si è fatta sempre più infuocata. Ma cosa è successo realmente e quali sono le voci che si sono levate nello studio di RaiSport?
La polemica tra Kalulu e Bastoni
Durante la partita, l’episodio tra Kalulu e Bastoni ha fatto esplodere gli animi in campo e sugli spalti. Le schermaglie tra i due giocatori sono state al centro delle contestazioni e, secondo molti, necessitavano di un intervento più deciso da parte dell’arbitro. Massimo Giletti, tifoso juventino e ospite in trasmissione, ha sottolineato l’importanza di una gestione più adeguata degli episodi controversi in campo, esprimendo il suo disappunto per quello che considera un mancato uso del cartellino rosso per Bastoni a causa della simulazione.
L’accusa di Massimo Giletti
Nella sua partecipazione a Il Processo al Novantesimo, Giletti ha espresso con forza la sua opinione, puntando il dito contro la classe arbitrale e i vertici del calcio italiano. «Chiellini è estremamente educato, continua a ripetere “non esiste”…», ha dichiarato Giletti, riferendosi al comportamento esemplare del difensore bianconero. Ha poi continuato con un’affermazione tagliente: «Il problema è nella gestione arbitrale e nei rapporti opachi tra i vertici della FIGC e Rocchi. Non si può affidare una partita così importante a un arbitro scarso, è chiaro che è scarso». Un atto d’accuso che ha gettato ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche post-partita.
Il ritorno di Calciopoli
Non potevano mancare riferimenti a Calciopoli, con un parallelismo che Massimo D’Alessandro non ha esitato a tracciare. Durante il programma, ha replicato a Giletti facendo notare come nel passato gli arbitri fossero messi sotto pressione dai direttori generali, con un’allusione a episodi ben noti di influenze sugli ufficiali di gara. «Volevo ricordare a Massimo che in passato anche i dg chiudevano gli arbitri negli spogliatoi…», ha ribadito D’Alessandro, rimarcando vecchie pratiche che hanno segnato un capitolo oscuro del calcio italiano. Giletti ha replicato: Lo scudetto dell’Inter è lo scudetto della prescrizione, dato dalla FIGC che era in mano ad un commissario, Rossi, che sappiamo per chi lavorava”, prima di abbandonare lo studio.











