Il dibattito tra “giochismo” e “risultatismo” torna ad accendere il mondo del calcio italiano, trasformandosi stavolta in uno scontro diretto tra due volti noti dell’opinione sportiva: Lele Adani e Gigi Cagni. Dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi mondiali, il telecronista Rai ha mandato una frecciatina all’ex tecnico dell’Empoli che ha risposto per le rime sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
La frase che accende la polemica
Tutto nasce da una dichiarazione di Adani: “Oggi, mi dispiace dirvelo, ma ci sono ancora tanti Cagni. Tanti allenatori che la pensano come lui”, interpretata come una critica a un certo modo di intendere il calcio. La risposta non si è fatta attendere: “Praticamente ha dato la colpa a me: mi viene da ridere… Sembra che quando parla non sia presente nella realtà”.
Vecchie ruggini
Cagni ha poi ricordato il rapporto con Adani ai tempi in cui lo allenava: “Non lo consideravo un titolare perché secondo me non meritava. Però avevamo un rapporto normale. Forse si è offeso perché quando ha iniziato a fare la seconda voce nelle telecronache ho detto che io spengo l’audio, ma non mi interessa”. L’ex tecnico ha criticato anche lo stile comunicativo dell’ex difensore: “Quelli che parlano così in tv non fanno il bene del calcio, vogliono solo fare i protagonisti con il loro linguaggio”
L’affondo finale
Infine, l’attacco più diretto: “Mi stupisce che un uomo scelto dalla Rai possa permettersi di offendere un allenatore”. E ancora: “Finché starà in Rai resisterà, ma poi sparirà perché non ha niente da dire”. Chiusura netta: “Io posso essere non capace in tante cose, ma non posso sentire che non capisco di calcio. Tra me e Adani non c’è confronto”. A questo punto c’è da aspettarsi una contro-risposta da Adani. Appuntamento alla prossima puntata…











