È l’italiano più prolifico della Bundesliga e un idolo a Friburgo: Vincenzo Grifo, nato in Germania ma con il cuore tricolore, è tra i 4 italiani ad aver indossato la maglia della Nazionale pur non avendo mai calcato i campi della Serie A. In esclusiva a Chiamarsi Bomber, il giocatore ha ripercorso la sua carriera, non chiudendo la porta ad un suo approdo nel nostro campionato.
Ciao Vincenzo, partiamo dal Friburgo. Hai più volte ribadito di essere molto legato a questo club. Ci spieghi com’è nato questo amore?
“È iniziato tutto nel 2015, dopo una buona stagione in seconda divisione con il Francoforte. Mi cercavano un paio di club, tra cui il Friburgo che in quel momento lottava per non retrocedere. Mister Streich e il suo staff mi fecero subito una buona impressione dicendomi che vedevano in me un grande talento. Poi il Friburgo scese in seconda divisione ma decisi di accettare la loro proposta perché ero convinto che fosse la scelta migliore. Ringraziando Dio feci una bella stagione con 14 gol e 15 assist e risalimmo in Bundesliga. Da quel momento i tifosi mi hanno portato nel cuore. Da lì è iniziato tutto… Poi ho fatto bene anche in Bundesliga e l’allenatore mi disse che ero pronto per il salto in una squadra maggiore. Quindi andai al Borussia Mönchengladbach che giocava la Champions League. A Mönchengladbach sono stato bene ma mi mancava Friburgo, in cuor mio sapevo che prima o poi sarei tornato”.

Vincenzo Grifo con la maglia del Friburgo | IMAGO/STEINSIEK.CH
Com’è affrontare le squadre italiane in Europa? Ti piacerebbe affrontare la Roma?
“Certo, sarebbe un sogno affrontare la Roma. Ho già giocato allo stadio Olimpico con la Nazionale ed è stato molto bello. Le squadre italiane sono molto forti tatticamente ed è sempre bello affrontarle. Abbiamo già giocato contro il Bologna nella fase a gironi ed è stata una partita tosta. Per noi è stato importante qualificarci direttamente alla fase finale evitando di giocare le due partite del playoff”.
Quanto ci credete all’Europa League?
“Ci crediamo, come anche alla Coppa di Germania dove ci manca una partita contro lo Stoccarda per arrivare in finale. Siamo molto felici e vogliamo mantenere l’ottimismo, anche quando capita di perdere. Abbiamo lottato la scorsa stagione per arrivare in Europa League e vogliamo giocarcela fino alla fine. Siamo una squadra unita dentro e fuori dal campo e questo aiuta”.
Come viene percepito il calcio italiano in Germania? Ha ancora il fascino di una volta?
“Assolutamente sì. Anche se l’Inter e la Juventus sono uscite dalla Champions, restano grandi squadre. È un bel calcio tecnicamente e tatticamente, meno fisico della Bundesliga, ma è sempre bello guardare le squadre italiane giocare”.
Segui la Serie A? Se sì c’è una squadra che ti piace particolarmente guardare?
“Sì quando ho tempo guardo la Serie A. Seguo tutte le partite, anche il Lecce per mia mamma. Si vede che tatticamente è un campionato top. Mi piace molto il Como del mio amico Kempf, che ha giocatori semi sconosciuti a livello internazionale ma che giocano molto bene grazie a Fabregas. Mi piace guardare anche l’Inter, gioca molto bene ed è convinta del calcio che gioca. Mi piacciono anche il Napoli, il Milan di Modric, la Juventus… Mi diverte guardare la Serie A”.
Hai rivelato che durante il periodo della Nazionale Samp, Fiorentina e Lazio ti avevano cercato. Più di recente hai ricevuto qualche chiamata?
“No, recentemente no. Nei 5 anni di Nazionale diverse squadre si sono interessate a me ma non c’è mai stato nulla di concreto. Però io non ho mai voluto lasciare il Friburgo perché conosco bene la squadra e so di essere titolare. Inoltre, i tifosi mi vogliono bene e la mia famiglia vive tutta qui. Sarei andato via in lacrime, perché 10 anni sono tanti, ormai la mia vita è qui. Il mio cuore ha scelto di restare a Friburgo”.
Il tuo contratto scade tra un anno e da piccolo tifavi Inter, ti piacerebbe chiudere la carriera in nerazzurro?
“Per giocare nell’Inter serve avere tanta qualità, non so se sono interessati a me (ride, ndr). Da bambino avevo il completo nerazzurro regalatomi da papà e la guardavo sempre in tv. Nel calcio mai dire mai, ci sono tanti fattori da considerare… Quest’anno sto bene, mi sento in forma e sono concentrato sul Friburgo, non penso al futuro. Quando sarà ci penserò… Tutti in famiglia siamo molto legati all’Italia, in casa parliamo e mangiamo italiano e ci torniamo in vacanza ogni estate. Tutti sanno che amo l’Italia però sto bene qua, a Friburgo. Non si è mai concretizzata l’occasione di giocare in Serie A però, ripeto, non si può mai sapere nella vita”.
Con la maglia Azzurra hai realizzato 4 gol. Che emozione è stata segnare con la maglia dell’Italia?
“È stato bellissimo ed è stato emozionante anche solo indossare la tuta dell’Italia. Quando ho segnato non ci ho pensato, perché ero concentrato sulla partita. Poi nei giorni successivi ho ricevuto tanti messaggi da amici e famigliari che mi hanno fatto sentire orgoglioso. Ho sempre dato il massimo per la maglia Azzurra e mi sono goduto ogni momento a Coverciano. Chiellini, Donnarumma, Bonucci, Verratti e Jorginho mi hanno trattato molto bene e mi hanno aiutato a inserirmi. Ricordo che il nuovo arrivato doveva cantare davanti a tutti e poi durante le qualificazioni a Euro 2020 cantavamo tutti insieme mentre Jorginho suonava la chitarra. Giocatori e staff erano molto uniti. È stata una bellissima esperienza”.
A proposito di canzoni, siamo nel periodo del Festival di Sanremo, chi ascolti?
“Mi piace tutta la musica italiana, dalla Pausini a Ramazzotti, passando per Sfera Ebbasta, il Volo e Geolier”.
Hai sentito Gattuso di recente?
“Ancora no. La stagione sta andando bene, ho fatto 10 gol e mi sento molto bene. Voglio fare bene col Friburgo per meritarmi la convocazione. Io ci credo e farò di tutto per convincere il mister”.
In Azzurro hai legato con Berardi e Orsolini, pensi che meriterebbero il salto in una big?
“Orsolini ha la qualità per giocare in una grande squadra: ha un bel dribbling, un bel tiro e poi non soffre le pressioni. Berardi ha sicuramente avuto l’occasione di giocare in una big ma stimo la sua scelta di restare al Sassuolo, come Totti nella Roma. Personalmente non ho retto il salto al Borussia Mönchengladbach ma se non l’avessi fatto avrei avuto dei rimpianti. Ci vuole tanto cuore per restare sempre nella stessa squadra ed è il motivo per cui lo amano a Sassuolo”.










