Donyell Malen è un attaccante olandese rapido e imprevedibile, capace di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo. Può agire sia come punta centrale sia come esterno, sfruttando velocità, accelerazione e una buona tecnica in conduzione per attaccare la profondità e creare pericoli negli spazi. È particolarmente efficace negli inserimenti senza palla e nelle transizioni veloci, mentre in area si distingue per freddezza e rapidità di esecuzione, pur non essendo un centravanti statico o dominante fisicamente.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto i principali successi con il PSV Eindhoven, con cui ha vinto il campionato olandese e le coppe nazionali, affermandosi come uno dei migliori marcatori dell’Eredivisie. Il trasferimento al Borussia Dortmund gli ha permesso di confrontarsi con la Bundesliga e con il calcio europeo ad alto livello, accumulando esperienza anche in Champions League. Con la nazionale olandese è entrato stabilmente nel giro dei convocati, partecipando a competizioni internazionali.
Tra le curiosità, Malen è cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax prima di esplodere definitivamente al PSV. Ha iniziato la carriera come ala pura, evolvendosi nel tempo in un attaccante più completo e moderno.
Centotrentatré. Non stiamo parlando di record da libro dei guinness o di gol segnati da un fuoriclasse, ma del numero di partite nei campionati Eredivisie ed Eerste Divisie dei Paesi Bassi che rischiano di essere rigiocate. Questi campionati sono alle prese con un problema burocratico legato alla doppia cittadinanza di molti calciatori, e potrebbe scatenarsi un vero terremoto nel calcio olandese.
La questione dei passaporti
L’elemento centrale della vicenda è la questione dei passaporti. Nella fattispecie, molti calciatori nati nei Paesi Bassi hanno scelto di rappresentare nazionali diverse come Suriname, Indonesia e Capo Verde. Stiamo parlando di una situazione che ha portato il Nac Breda in tribunale a Utrecht, contestando l’utilizzo di calciatori che, per via della nazionalità scelta, sarebbero in realtà giocatori stranieri senza permesso di lavoro.
L’inizio del caso
Il caso esplode il 15 marzo quando il Nac Breda si trova ad incassare un pesante 6-0 dal Go Ahead Eagles. Una sconfitta che non si digerisce facilmente e viene riportata all’attenzione con suspicions di irregolarità dai conduttori del podcast “De Derde Helft”. È qui che il commentatore Rogier Jacobs sottolinea come il Go Ahead abbia schierato Dean James, un giocatore il cui passaporto indonesiano lo avrebbe reso non idoneo a giocare senza un permesso di lavoro.
Una questione legale intricata
Secondo la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers, “Se un giocatore rinuncia alla cittadinanza olandese, entra in una giurisdizione diversa.” Questo implica che un gran numero di calciatori potrebbero essere coinvolti nello stesso problema: senza il permesso di lavoro, non potrebbero scendere in campo. Il tutto è ulteriormente complicato dal fatto che per ottenere tale permesso servirebbe un salario annuo ben sopra i 600mila euro, una cifra raggiungibile per pochi.
Possibili scenari
Allo stato attuale, il reclamo del Nac Breda alla Federcalcio è stato respinto, ma non si esclude un ribaltamento della situazione in tribunale il prossimo 4 maggio. I giudici potrebbero decidere di rigiocare la partita contro il Go Ahead Eagles, ma ciò rischierebbe di creare un effetto domino incontrollabile su tutte le altre partite. “Il campionato potrebbe non concludersi“, ha avvertito la vicepresidente della Federcalcio Marianne van Leeuwen.
Il futuro del campionato olandese
Il Nac Breda, dal canto suo, continua a sostenere che si parli solo di una partita. Tuttavia, il rischio di creare un precedente è reale, e altre squadre potrebbero avanzare lo stesso tipo di reclami. È un’amara riflessione che potrebbe cambiare il destino di molti calciatori e squadre olandesi, rendendo il finale di stagione una vera incognita.










