Il derby di Milano consuma come una palazzina di tre piani!

calcio italiano22/04/2024 • 14:38
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L. Martínez
#10FC Internazionale MilanoAttaccante
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Stagione 2023/2024

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Stasera il derby di San Siro Milan-Inter si svolgerà nel giorno della Giornata mondiale della Terra: il 22 aprile. Questa è l’occasione per ragionare su un tema che il mondo del calcio sta affrontando con grande impegno nel corso degli ultimi anni: la sostenibilità.

L'elevato consumo energetico di uno stadio

Il calcio, amato e seguito a livello globale, è spesso celebrato per l'emozione e l'entusiasmo che porta, ma raramente si riflette sul suo impatto ambientale. Tuttavia, una singola partita può generare un'enorme impronta ecologica, influenzata da molteplici fattori che vanno dal consumo energetico alla gestione dei rifiuti e alla mobilità dei tifosi. L'illuminazione degli stadi, il funzionamento dei tabelloni e il riscaldamento o raffrescamento degli ambienti richiedono una quantità significativa di energia. Secondo uno studio condotto dalla Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) una partita di Serie A in uno stadio da 20.000 posti può consumare fino a 1.500 kWh di energia, equivalente al consumo annuale di un'abitazione media italiana. Il derby di lunedì sera si svolgerà di fronte a 75.000 spettatori che moltiplicheranno per 3,5 volte le stime del rapporto FIGC.

Il progetto LifeTackle

In questo contesto la Federazione ha prontamente aderito al progetto internazionale LifeTackle cofinanziato dal programma UE LIFE che mira a migliorare la gestione ambientale delle partite di calcio e il livello complessivo di consapevolezza e attenzione verso le questioni ambientali nel settore calcistico. Il programma monitora e analizza le migliori pratiche di gestione diversi stadi in tutta Europa con l’obiettivo di condividere esperienze e di migliorare l’impatto di sostenibilità del calcio.

 

Grazie all’attività di LifeTackle si stima che gli spettatori assisteranno al derby contribuiranno alla produzione di rifiuti, che vanno dagli imballaggi di cibo e bevande alle bottiglie di plastica e ai mozziconi di sigarette. Ogni singolo tifoso può produrre fino a 1 kg di rifiuti durante la partita, creando un onere ambientale ed economico. La gestione e lo smaltimento di questi rifiuti rappresentano sfide significative. Sempre secondo LifeTackle, il 40% dell'impatto ambientale di una partita è attribuibile proprio alla mobilità dei tifosi, un problema che si amplifica soprattutto durante le partite internazionali a seguito degli spostamenti dei tifosi verso lo stadio, sia con mezzi privati che pubblici, contribuiscono alle emissioni di gas serra. Non dimentichiamo l'uso dell'acqua per l'irrigazione del campo, i servizi igienici e le docce nei pressi dello stadio rappresenta un'altra fonte significativa di consumo idrico. Si stima che una singola partita di Serie A possa consumare circa 300 metri cubi d'acqua, evidenziando l'importanza di pratiche sostenibili nella gestione delle risorse idriche. Considerando tutti i fattori sopra menzionati, l'impatto ambientale di una partita di calcio professionistico può essere quantificato in circa 186.000 kg di CO2, equivalente alle emissioni di un'auto che percorre 564.351 km o alla CO2 assorbita da 24.000 alberi in un anno, secondo un rapporto pubblicato su issuu.

Europei sostenibili

L'impatto ambientale delle partite di calcio è una questione seria che richiede un impegno collettivo per essere affrontata. È necessario che le società sportive, le istituzioni locali e i tifosi stessi si uniscano nell'adozione di pratiche sostenibili per garantire che lo sport più popolare del mondo non contribuisca all'aggravamento dei problemi ambientali globali. Questa attenzione ha fortemente impattato l’organizzazione dei prossimi Europei di Calcio in Germania Euro24 che a detta di Michele Uva, direttore della Uefa per la sostenibilità sociale e ambientale, hanno l’ambizione di essere "Il campionato europeo più sostenibile di tutti i tempi".

 

Questo obiettivo vuole essere raggiunto anche attraverso il limitare i viaggi aerei e di favorire quelli su terra - pullman e treno - per ridurre l'impatto in anidride carbonica. "Questa è la nostra occasione per dare l'esempio portando il torneo ai più alti standard di sostenibilità", ha dichiarato Uva. Il calendario e la logistica delle partite del primo turno sono stati decisi proprio per favorire i viaggi a terra rispetto agli spostamenti via cielo: la distanza tra la città ospitante più a nord, Amburgo, e quella più a sud, Monaco, è di 380 miglia (oltre 660 km). Una scelta in totale antitesi rispetto a Euro2020, poi svoltosi nel 2021, che sono stati organizzati toccando 11 paesi in cui alcune nazionali hanno viaggiato fino a quasi 10.000 km solo per la prima fase.

Road to zero

In Italia la finale di Coppa Italia “Frecciarossa” allo stadio Olimpico di Roma del 15 maggio sarà il primo evento calcistico in Italia concepito intorno al concetto di sostenibilità a seguito della definizione e sottoscrizione del progetto “ROAD TO ZERO” firmato da tutti gli stakeholder interessati dall’evento della finale: Lega Serie A, Sport e Salute e Roma Mobilità. Un progetto che beneficerà dello strumento che la UEFA ha messo a disposizione di tutti i club calcistici per avere una misurazione esatta dell’impatto di ogni partita: il “carbon footprint calculator".

 

Gli organi nazionali e internazionali del governo del calcio stanno progressivamente integrando i dettami della sostenibilità nelle strategie e nelle politiche di gestione delle squadre, dei tornei e delle infrastrutture. In particolare, l’impegno della UEFA si articola in undici (un caso?) politiche di attuazione della Strategia di Sostenibilità Calcistica UEFA 2030 che trovate nel documento “‘Strength through Unity’ e che magari potete leggere aspettando il derby di stasera.

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