Eroe per un giorno: Giulio Donati. Tra il triplete con l’Inter e la passione per la cucina

calcio italiano15/02/2023 • 11:08
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Il Monza sabato ha battuto il Bologna per 1-0 grazie al gol di Donati. La vittoria porta la squadra brianzola, neopromossa in Serie A , a un solo punto dal settimo posto, ovvero dalla zona Europa. La concorrenza è tosta, con Torino e Udinese a 30 punti, mentre il Monza, insieme a Juventus e Bologna, è a 29. Ma intanto la squadrati Berlusconi sogna e questo sogno ha preso quota anche grazie al gol decisivo, il suo secondo in Serie A, di Giulio Donati.

Gli esordi con l’Inter e gli eroi del triplete

Dopotutto stiamo parlando di un giocatore che era nella rosa dell’Inter di Mourinho, quella che è riuscita nell’impresa di portare il trilpete a Milano. Giulio non ha giocato molto: era appena approdato in prima squadra dalle giovanili e l’unica presenza l’ha ottenuta in Coppa Italia, ma era comunque parte di quel gruppo storico, pieno di campioni da cui ha imparato il mestiere. Sul suo rapporto con Materazzi ha detto: “Materazzi mi ha trattato come un figlio, mi dava tanti consigli sull’aspetto mentale. Quando mi vedeva aggressivo in campo era orgoglioso di me. Era il mio primo tifoso. Mi aveva trovato anche un soprannome: Osso”.

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Donati con la maglia dell’Inter nel 2010

E su Mourinho disse: “Mourinho è speciale per il rapporto che crea con i giocatori, mi trattava allo stesso modo di Zanetti.”

Anni di formazione passati tra l’ammirazione per campioni come Zanetti, Cordoba, Quaresma e le sfide a ping-pong con Balotelli: “Vincevo sempre io, non può dire il contrario. E lo massacravo per giorni prendendolo in giro.”

“Non tifo per una squadra, solo per Alex”

Nonostante il suo passato interista, le prime maglie che ha chiesto in campo sono state di due milanisti: Ronaldinho e Pirlo. Anche se l’unica a cui tiene davvero era quella di Alex Del Piero: “In casa sono tutti juventini. Io non ho mai tifato per una squadra, solo per Alex”.

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E papà Donati ha sempre sostenuto il figlio, ma aveva preparato un piano in caso a Giulio non fosse andata bene la carriera da calciatore: gli ha fatto prendere il brevetto da bagnino. Dopotutto, a Forte dei Marmi lavoro lo trovi sicuramente. Ma alla fine non è servito, perché la carriera è decollata.

Gli anni tedeschi e la cucina

Nel 2013 infatti approda a Leverkusen, dopo aver fatto qualche prestito in giro per l’Italia (Lecce, Padova e Grosseto) e partecipato all’Europeo Under 21 in Israele, in cui si è messo in mostra insieme all’amico Paloschi, con cui divideva la camera e con cui ha creato una maglia della Nazionale unendo i loro due nomi: Donaloschi.

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Nella stessa squadra c’erano Immobile, Verratti, Insigne, Biraghi e gli azzurrini arrivarono in finale, prendendo 4-1 contro la Spagna di De Gea, Thiago e Morata.

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Il gruppo squadra dell’Italia Under 21 nell’Europeo in Israele

Nel Bayer trova continuità soprattutto il primo anno e soprattutto gioca la Champions, sono guardata con la maglia nerazzurra. E nella prima stagione tedesca ottiene 33 presenze con 3 assist, due dei quali nel palcoscenico più ambito. L’anno successivo riesce pure a segnare una rete nel girone contro lo Zenit.

Ma la vita di un toscano (è nato a Pietrasanta nel 1990) in Germania alla fine si riduce a una sola cosa: il cibo. Donati ha dovuto arrangiarsi da solo su quel fronte: “Non hanno la cultura del cibo, non apprezzano. Ma cucinare è la mia passione e preparo tutto da solo a casa.” Una passione che coltiva seguendo Masterchef.

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Donati esulta per il suo primo con in Champions League

Il ritorno in Italia e il primo gol (e autogol) in Serie A di Donati

Dopo una parentesi al Mainz, Giulio è tornato in Serie A, tornato in quel Lecce che lo fece esordire in Serie A, nel gennaio 2020. Con la maglia dei pugliesi ha poi trovato il suo primo gol in Serie A, ma anche il suo primo autogol, e tutto nella stessa partita, nella pesante sconfitta per 2-7 contro l’Atalanta.

Dopo sei mesi però lascia Lecce per sposare il progetto di Galliani e Berlusconi. Approda nel Monza e con i brianzoli ottiene la promozione in Serie A alla seconda stagione.

E pochi giorni dopo aver compiuto 33 anni (il 5 febbraio, come Cristiano Ronaldo, Tevez e Neymar) Giulio Donati ha trovato il suo secondo gol in Serie A.

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E ora sogna di ritrovare l’Europa con il Monza, per coronare una carriera solida, con 312 presenze totali e la soddisfazione di essere riuscito nel suo sogno da bambino e di non aver ripiegato sulla vita in spiaggia a Pietrasanta.

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Tags :Serie A

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