Pesanti sconfitte, -15 dall’Inter e tanti dubbi: in casa Juve tutti in bilico e tanti interrogativi

La Juventus affronta una stagione difficile, con critiche a Spalletti e una squadra priva di personalità. Quale futuro per i bianconeri?

La dirigenza della Juventus e Spalletti
La dirigenza della Juventus e Spalletti

26

Punta centrale

9

Juventus


  • 28 Gennaio 2000
  • Serbia
  • 190 cm
  • 88 kg
  • Biografia

Dušan Vlahović è un attaccante serbo potente e strutturato, considerato uno dei centravanti più completi della sua generazione. Mancino naturale, si distingue per la forza fisica, il senso del gol e la capacità di attaccare l’area con grande tempismo. È efficace nel gioco spalle alla porta, nel proteggere palla e nel finalizzare sia con conclusioni potenti sia di precisione, oltre a essere pericoloso nel gioco aereo e sui calci di rigore. Pur essendo una prima punta, sa partecipare alla manovra e creare spazi per i compagni.

Nel corso della sua carriera ha raggiunto la consacrazione in Serie A con la Fiorentina, prima di trasferirsi alla Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia, confermandosi tra i migliori marcatori del campionato italiano. A livello internazionale ha maturato esperienza nelle competizioni europee e con la nazionale serba, diventandone uno dei riferimenti offensivi principali.

Tra le curiosità, Vlahović ha segnato il suo primo gol in Champions League dopo pochissimi secondi dal debutto nella competizione, stabilendo un record di precocità. È noto anche per la grande attenzione alla preparazione fisica e per il carattere competitivo, che lo rende particolarmente determinato nei momenti decisivi delle partite.

La Juventus si trova in una stagione complicata, e le domande sul futuro riempiono le menti dei tifosi. Eliminati dalla Coppa Italia e con una permanenza in Champions che sembra sempre più un miraggio, i bianconeri occupano un deludente quinto posto in Serie A. Nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi, i problemi della squadra sembrano essere rimasti gli stessi, nascondendosi sotto il tappeto anziché essere risolti.

Il declino dopo l’ultimo trionfo

L’ultimo 5-2 ricorda il Mondiale per Club, quando in panchina c’era Tudor e di fronte il City di Guardiola. Ma oggi, circa otto mesi dopo, la Juve è in balia di una stagione ricca di delusioni. La squadra di Spalletti, arrivata con speranze di rinnovamento, non è riuscita a cancellare gli antichi problemi. Dal 2020, anno dell’ultimo scudetto vinto per mano di quello che oggi è considerato un nemico, la Juve ha vinto due trofei nazionali, ma le soddisfazioni internazionali restano un lontano ricordo.

Il dilemma dei dirigenti e del futuro in panchina

Cinque allenatori si sono avvicendati, ma i risultati restano invariati. Diversi dirigenti si sono susseguiti alla guida, ma i fallimenti sembrano seguire uno schema ben definito. Spalletti si ritrova al centro delle critiche, nonostante abbia lavorato duramente con una rosa limitata. Molti si chiedono se veramente il tanto proclamato rinnovo verrà portato a termine se la situazione dovesse restare invariata.

Una squadra senza personalità

Il vero problema sembra essere la mancanza di personalità della squadra, un aspetto che Spalletti sta cercando disperatamente di ricostruire. Se la situazione non cambia, il termine “programmazione” rischia di diventare oggetto di ironia tra i tifosi e gli sportivi. Con 15 punti di distacco dall’Inter capolista, è chiaro che qualcosa deve cambiare.

La ricerca di un riparto coerente

Nonostante tutto, sembra improbabile che la Juventus voglia liberarsi di Spalletti in questo momento. La coerenza e la pazienza sembrano essere le uniche strade percorribili per un nuovo ciclo vincente. In casa bianconera manca, al momento, un allenatore alternativo all’altezza. E allora, con una buona dose di speranza, si punta a ricostruire un futuro che sembra sgretolato sotto il peso delle aspettative.

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