Napoli, il sindaco Manfredi: “Arbitri non adeguati”. Poi la proposta: “Potrebbe essere un passo avanti”

Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli

32

Punta centrale

9

Napoli


  • 13 Maggio 1993
  • Belgio
  • 191 cm
  • 93 kg
  • Biografia

Romelu Lukaku è uno dei centravanti più prolifici e riconoscibili del calcio contemporaneo. Attaccante belga dotato di una struttura fisica dominante, abbina potenza, velocità e una notevole capacità di proteggere palla, risultando devastante negli spazi aperti e difficile da contenere spalle alla porta. Nel corso degli anni ha migliorato il gioco associativo e il lavoro per la squadra, diventando un riferimento offensivo completo, abile sia nella finalizzazione che nel creare occasioni per i compagni.

La sua carriera lo ha visto protagonista in diversi top club europei, tra cui Chelsea, Everton, Manchester United, Inter, Roma e Napoli, oltre a essere il leader offensivo della nazionale belga. Il palmarès comprende uno Scudetto con l’Inter, una Coppa del Mondo per club e una Supercoppa europea con il Chelsea, oltre a numerosi titoli nazionali e riconoscimenti individuali legati al rendimento realizzativo. È inoltre il miglior marcatore di sempre della nazionale del Belgio.

Tra le curiosità, Lukaku parla fluentemente diverse lingue e ha sempre dichiarato un forte legame con la Serie A, campionato nel quale ha espresso alcune delle migliori stagioni della sua carriera.

Continua a tenere banco, in Serie A, la questione relativa alla classe arbitrale e all’utilizzo del Var. Temi, questi, affrontati dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ai microfoni di Canale 8.

Manfredi: “Classe arbitrale non adeguata”

“C’è una grande crisi della classe arbitrale, che pare non adeguata” ha riferito il sindaco di Napoli. “Nell’ultima partita ci sono state scelte discutibili, serve una revisione del VAR. Io guardo molto al basket, nel mondo NBA il Var è anche a chiamata”

“Un passo in avanti per un arbitraggio più equo”

“La tecnologia è un grande aiuto e un VAR a chiamata potrebbe essere un passo in avanti per un arbitraggio più equo, ma senza deresponsabilizzare il giudizio dell’arbitro. Oggi l’arbitro è condizionato perché sa che ci sarà qualcuno a decidere al suo posto”.

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