“Tornassi indietro resterei alla Juventus con Yildiz!”: l’ex talento bianconero riparte dalla Serie D

Dal talento condiviso con Yildiz alla scelta del Salisburgo, fino al ritorno a casa: a 22 anni l'ex baby talento della Juventus riparte dal Derthona con l’obiettivo di riconquistare il calcio che conta.

Nicolò Turco ex attaccante della Juventus Primavera

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Ala sinistra

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Juventus


  • 4 Maggio 2005
  • Turchia
  • 187
  • 79
  • Biografia

Kenan Yildiz è un attaccante moderno classe 2005, attualmente tra i talenti più interessanti del calcio europeo, cresciuto tra Germania e Turchia e affermatosi nella Juventus dopo un percorso giovanile iniziato nel settore del Bayern Monaco. Tecnicamente è un giocatore molto completo: abbina una buona struttura fisica a un’eccellente qualità nel controllo palla, cosa che gli permette di giocare sia da esterno offensivo sia da trequartista. La sua caratteristica principale è la capacità di muoversi tra le linee con naturalezza, ricevendo palla in spazi stretti e trasformando rapidamente l’azione offensiva grazie a dribbling rapidi e a una notevole pulizia tecnica nei primi tocchi. È efficace nell’uno contro uno, ma anche nel gioco combinato, perché sa dialogare con i compagni e rifinire l’azione con passaggi precisi e intelligenti.

Dal punto di vista realizzativo possiede un tiro potente e ben calibrato, soprattutto dalla media distanza, mentre la sua personalità in campo lo porta a cercare spesso la giocata decisiva anche nei momenti più complessi della partita. Nonostante la giovane età, mostra già una buona maturità tattica e una notevole capacità di leggere le situazioni di gioco.

Tra le curiosità, Yildiz ha scelto di rappresentare la Nazionale turca nonostante la formazione calcistica in Germania, dove è nato e cresciuto. È considerato un leader silenzioso, inizialmente molto riservato fuori dal campo ma progressivamente più sicuro anche caratterialmente. Il suo stile di gioco viene spesso associato a quello dei grandi trequartisti moderni per tecnica e visione, ma con un’impronta fisica più strutturata rispetto alla media del ruolo, dettaglio che lo rende ancora più versatile e difficile da contenere. Molti lo paragonano ad Alessandro Del Piero che Kenan ha spesso omaggiato emulandone le esultanze.

Soltanto 3 anni fa Nicolò Turco alzava con Pio Esposito e Kayode la coppa di Euro 2023 under 19. Il centravanti di Tortona, paragonato a Gianluca Scamacca, era considerato uno dei maggiori prospetti della Juventus Primavera dove faceva coppia in attacco con Kenan Yildiz. A un passo dal salire in Next Gen, l’ex enfant prodige bianconero, decideva a sorpresa di trasferirsi a Salisburgo. Dopo l’ultima deludente stagione al Milan Futuro, ha deciso di ripartire dalla Serie D.

Il ritorno alle origini: Tortona come punto di ripartenza

A soli 22 anni, dopo essere stato considerato uno dei prospetti più luminosi del calcio italiano, Nicolò Turco si ritrova in Serie D, al Derthona, nella sua Tortona. Una scelta che, a prima vista, può sembrare un passo indietro, ma che il giocatore interpreta come l’inizio di una nuova fase.

Turco racconta di aver vissuto un’estate complicata, segnata da tentativi sfumati e opportunità mancate, fino alla decisione di accettare la proposta del club piemontese. Il bisogno principale era ritrovare fiducia e centralità in un progetto, come ha candidamente ammesso a Tuttosport: “Ho scelto Tortona perché il Derthona aveva tanta stima di me. Avevo bisogno di essere un po’ apprezzato”.

Nonostante il contesto attuale, il giocatore non ha dubbi sulla direzione della propria carriera, convinto di aver già superato il momento più difficile: “Il punto più basso l’ho già toccato. Sono molto determinato, finché non riuscirò a raggiungere i miei obiettivi non mollerò: presto tornerò nei professionisti, in Italia o all’estero”.

Gli anni alla Juventus e l’incontro con Yildiz

Il percorso di Turco passa inevitabilmente dalla Juventus, dove ha condiviso l’attacco della Primavera con Kenan Yildiz. Un’esperienza formativa, dentro e fuori dal campo, che il giocatore ricorda con grande affetto “la Juve era una seconda famiglia”. Nel racconto emerge tutta l’ammirazione per l’ex compagno di squadra, ora numero 10 bianconero: “Era già un predestinato, lo vedevi subito che aveva qualcosa di diverso da tutti noi”. La scelta di lasciare il club bianconero nel 2023 continua a rappresentare un rimpianto: “Ho avuto fretta, nel 2023 potevo aspettare il ritiro. Dovevo iniziare in Next Gen. A volte ci penso: se solo potessi tornare indietro…“.

L’illusione Salisburgo e le difficoltà in Austria

Il trasferimento al Salisburgo aveva acceso grandi aspettative. Il progetto Red Bull, noto per aver lanciato campioni come Haaland e Mané, aveva conquistato Turco fin dal primo momento. Il fascino delle strutture e dell’organizzazione del club austriaco è stato determinante nella scelta: “Mi hanno abbagliato lì: ho visto da vicino le strutture e sono rimasto senza parole. Quando sono arrivato, però, nel giro di due settimane è cambiato il direttore… e lì sono iniziati i problemi. Il club ha cambiato prospettiva, dimostrando una predilezione marcata per gli austriaci”. Un modello che, secondo Turco, mette in evidenza una differenza culturale rispetto all’Italia, dove spesso manca una simile tutela dei giovani nazionali.

Il passaggio al Milan Futuro e il confronto con la Juventus

Dopo l’esperienza in Austria, Turco è rientrato in Italia, approdando al Milan Futuro. Anche qui, però, le aspettative non sono state pienamente soddisfatte. Nel confronto tra le seconde squadre di Juventus e Milan emerge una differenza significativa in termini di organizzazione e progettualità: “La Next Gen alla Juve è gestita in maniera perfetta. Al Milan non c’era la stessa struttura, la stessa chiarezza di idee”.

La voglia di riscatto

Oggi, al Derthona, Nicolò Turco guarda avanti con determinazione. La Serie D non è vista come un punto di arrivo, ma come una tappa necessaria per rilanciarsi. La consapevolezza dei propri errori e delle difficoltà affrontate sembra aver rafforzato la sua mentalità. E la convinzione resta incrollabile: il percorso verso il professionismo non è finito, ma solo momentaneamente interrotto. “Il Derthona è il mio punto di ripartenza. Non certo il punto di non ritorno”, garantisce l’attaccante.

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