Donyell Malen è un attaccante olandese rapido e imprevedibile, capace di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo. Può agire sia come punta centrale sia come esterno, sfruttando velocità, accelerazione e una buona tecnica in conduzione per attaccare la profondità e creare pericoli negli spazi. È particolarmente efficace negli inserimenti senza palla e nelle transizioni veloci, mentre in area si distingue per freddezza e rapidità di esecuzione, pur non essendo un centravanti statico o dominante fisicamente.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto i principali successi con il PSV Eindhoven, con cui ha vinto il campionato olandese e le coppe nazionali, affermandosi come uno dei migliori marcatori dell’Eredivisie. Il trasferimento al Borussia Dortmund gli ha permesso di confrontarsi con la Bundesliga e con il calcio europeo ad alto livello, accumulando esperienza anche in Champions League. Con la nazionale olandese è entrato stabilmente nel giro dei convocati, partecipando a competizioni internazionali.
Tra le curiosità, Malen è cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax prima di esplodere definitivamente al PSV. Ha iniziato la carriera come ala pura, evolvendosi nel tempo in un attaccante più completo e moderno.
Domani alle 20.45, all’Olimpico, di scena la sfida tra Roma e Atalanta, valevole per la 33esima giornata di Serie A. Intervenuto in conferenza stampa, Gian Piero Gasperini è tornato sulle parole dei giorni scorsi da parte di Claudio Ranieri ricordando, poi, i nove anni a Bergamo.
Gasperini: “Parole di Ranieri inaspettate”
“L’intervista di venerdì scorso ha creato una situazione particolare in settimana – ha riferito Gasperini – per me è stata una sorpresa perché non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri, sia in conferenza che nel rapporto tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. In tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua. Da quel momento mi sono preoccupato, intanto di non rispondere, e poi di non creare nessun tipo di danno alla squadra”.
Gasp lascia la conferenza in lacrime
“Sono stato otto anni a Genova e nove a Bergamo, evidentemente non sono proprio una brutta persona. Forse lavorare con me non è così terribile, chiaramente ci possono essere visioni diverse ma sempre nei limiti delle cose. Quando si sta insieme tanti anni si possono tirare fuori 4, 5 episodi di scontro, ma al tempo stesso se ne posso contare centinaia di positivi. A Bergamo ho potuto fare bene perché c’era un contesto compatto e dietro c’era un lavoro straordinario da parte della società. Lottavamo alla pari con le big in Italia e in Europa. Poi magari le cose sono andate diversamente, un po’ cambiata la proprietà e un po’ perché non c’era più il papà (Antonio Percassi ndr) a cui ero legato molto”. A questo punto il tecnico giallorosso, visibilmente commosso, ha interrotto la conferenza lasciando la sala stampa in lacrime.











