Nel corso di una recente intervista concessa a “Podcasteddu”, il podcast ufficiale del Cagliari Calcio, l’attaccante rossoblù Sebastiano Esposito è tornato a parlare del suo passato con la maglia dell’Inter. Il giovane centravanti ha riavvolto il nastro dei ricordi, focalizzandosi sulla straordinaria stagione 2019/2020, l’anno in cui si affacciò stabilmente in prima squadra sotto la guida di Antonio Conte. Le sue parole hanno riacceso i riflettori su un talento purissimo che, purtroppo, non è riuscito a esprimersi con continuità a causa della sfortuna.
Una rosa di stelle
Per contestualizzare le dichiarazioni di Esposito, è necessario fare un salto indietro nel tempo e ricordare quale fosse l’incredibile livello di quella rosa nerazzurra. Parliamo di un’Inter che poteva vantare in quel reparto una delle coppie offensive più devastanti d’Europa, la celebre “LuLa” formata da Romelu Lukaku e Lautaro Martínez, capaci di segnare ben 55 gol complessivi in tutte le competizioni. Dietro di loro, come prima alternativa, scalpitava un fuoriclasse internazionale del calibro di Alexis Sánchez. Ma il talento non si limitava affatto all’attacco: in mezzo al campo stavano crescendo profili straordinari come Nicolò Barella e Marcelo Brozović, ai quali a stagione in corso si sarebbe aggiunto persino Christian Eriksen. In difesa, la bacheca e l’esperienza di Diego Godín si sommavano alla crescita di Milan Skriniar e Alessandro Bastoni, tutti protetti da un leader carismatico tra i pali come Samir Handanovič. Insomma, un gruppo zeppo di campioni affermati e icone del calcio mondiale.
La rivelazione a sorpresa
Eppure, nonostante la presenza di giganti di questo sport che avrebbero intimorito o affascinato qualsiasi giovane aggregato alla prima squadra, l’attuale attaccante del Cagliari non ha avuto esitazioni nell’indicare chi lo avesse colpito di più in quel preciso periodo storico. Esposito ha infatti confessato che, sebbene potesse contare su un reparto avanzato eccezionale e su compagni di spessore assoluto all’interno dello spogliatoio milanese, è stato un altro il calciatore in grado di lasciarlo letteralmente a bocca aperta: Stefano Sensi.
Il centravanti ha sottolineato come l’ex centrocampista del Sassuolo avesse mostrato un livello tecnico e una rapidità di pensiero fuori dal comune durante i suoi primi due mesi in nerazzurro, definendo quel rendimento iniziale come qualcosa di incredibile. “il giocatore più forte con cui ho giocato in quel momento, era una roba pazzesca“.
Gli infortuni
La parabola di quel centrocampista totale, tuttavia, si è interrotta sul più bello. Dopo un inizio fulminante la luce si è spenta a causa dei continui problemi fisici. “È stato sfortunato perché falcidiato dagli infortuni, ma era fenomenale: mi ha impressionato molto“, continua Esposito ricordando con profondo rammarico come la sfortuna si sia accanita sul compagno di squadra.











