È ufficiale, Alireza Beiranvand entra nel Guinness World Record per aver effettuato il rilancio con le mani più lungo nella storia del calcio. Il portiere iraniano è riuscito a raggiungere l’impresa nel 2016, ma ci sono voluti ben cinque anni per classificarlo come il rilancio più lungo di sempre.
Beiranvand ha realizzato il suo record l’11 ottobre 2016 in un match di qualificazione ai Mondiali contro la Corea del Sud. Il 29enne ha visto una perfetta opportunità di contrattacco e ha preso letteralmente in mano la situazione. Il suo rilancio ha coperto tre quarti del campo ed è atterrato sulla traiettoria dell’attaccante Vahid Amiri.
Beiranvand nel Guinness dei Primati, suo il rilancio con le mani più lungo nella storia del calcio
Ora finalmente il riconoscimento ufficiale e la consegna della targa: “Il rilancio con le mani più lungo in una partita competitiva è 61 m 26 mm, (200 piedi, 1,57 pollici) ed è stato realizzato da Alireza Beiranvand (Iran) giocando per l’Iran contro la Corea del Sud allo stadio Aradi, Teheran, Iran, 11 ottobre 2016. Ufficialmente incredibile”.
Dopo il lancio da record, Beiranvand si è distinto anche ai Mondiali di Russia nel 2018 soprattutto per essere riuscito a neutralizzare un rigore di Cristiano Ronaldo. Un grande traguardo per l’estremo difensore del Boavista, che ha dovuto lottare parecchio per realizzare il sogno di diventare calciatore professionista.
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Beiranvand è nato a Sarabias, un paesino sulle montagne del Lorestan, in Iran, da una famiglia di nomadi. Alireza è il figlio maggiore, quindi aiuta fin da piccolo i genitori, facendo il pastore. Quando può, però, si dedica anche ai suoi hobby: il calcio e il Dal Paran, gioco popolare in Iran che consiste nel lanciare pietre a lunghissima distanza. Un gioco che forse l’ha aiutato anche ad acciuffare il suo record.
A 12 anni si trasferisce con la famiglia a Sarabias e inizia ad allenarsi con la squadra locale. Parte da attaccante, ma un giorno si infortuna e finisce in porta. In quel momento Beiranvand capisce che vuole essere un portiere professionista. Il padre però non vuole, così il ragazzo dopo un po’ di tempo scappa e va a Teheran in cerca di una squadra e della sua grande occasione.
L’arrivo nella capitale non è semplice. L’iraniano fa moltissimi lavori, il sarto, lo spazzino, il cameriere, fino a quando finalmente arriva la sua grande occasione. L’allenatore del Naft Under 23 lo chiama e lo fa entrare in squadra, a patto che non firmi con nessun altro club. Da lì ha inizio la sua scalata. E ora, anche il record: “Ho sofferto molte difficoltà per realizzare i miei sogni – ha detto il giocatore al Guardian nel 2018 – ma non ho intenzione di dimenticarli perché mi hanno reso la persona che sono ora”. Quei sogni ora lo hanno fatto entrare nel Guinness World Record.











