Allegri ‘fregato’, Leao è fuori: “Non è da Milan”

Rafael Leao
Allegri 'fregato', Leao è fuori: "Non è da Milan" - chiamarsi bomber

In un Milan che è andato incontro alla prima sconfitta dopo oltre venti giornate, Rafa Leao è sempre al centro del dibattito. Ormai è fuori: Allegri fregato.

Nel Milan del 2026, il nome di Rafael Leao continua a essere il centro di gravità permanente di ogni dibattito tecnico e societario. Il portoghese incarna l’essenza stessa dell’eterna promessa: un calciatore capace di strappi che sembrano appartenere a un’altra categoria, seguiti però da silenzi tattici che lasciano la tifoseria in uno stato di perenne attesa. In un calcio moderno che non ammette pause, Leao resta l’uomo dei contrasti. Nonostante le critiche e i ciclici “mal di pancia” legati alle sirene del mercato, è innegabile che, insieme a Christian Pulisic, sia stato lui il principale motore delle gioie rossonere in queste stagioni, spesso l’unico in grado di accendere la luce in un Milan falcidiato dagli infortuni e da pericolosi appannamenti collettivi.

Tuttavia, proprio questa sua natura intermittente ha spinto la dirigenza a una riflessione profonda e, per certi versi, cinica. Con l’interesse mai sopito del PSG e le lusinghe della Premier League, l’ipotesi di una cessione non è più un tabù nei corridoi di via Aldo Rossi. Vendere Leao oggi significherebbe incassare una cifra astronomica, un tesoretto capace di finanziare una rivoluzione strutturale per trasformare il Milan in una squadra meno dipendente dalle lune del suo numero dieci e più corale nella sua fisionomia. Il dilemma divide la piazza ma Allegri ha sempre puntato su di lui, anche se non è detto che la storia tra il portoghese e il Milan continui a lungo.

Leao sempre nel mirino, Fortunato: “Una partita su quattro non basta”

Sulle frequenze di TuttoMercatoWeb, l’ex centrocampista Daniele Fortunato ha analizzato con estrema lucidità il momento delle grandi del nostro campionato, partendo dal confronto con la “Dea” di Palladino, definita un modello “da sballo”. Secondo Fortunato, l’Atalanta ha ormai raggiunto un livello tale da non dover temere i colossi europei: “Arsenal o Bayern? Se la gioca con entrambe”. Ma è nel passaggio successivo che l’ex mediano entra nel vivo della critica al sistema Milan, utilizzando Leao come esempio emblematico di una mancanza di continuità che i top club non possono più permettersi.

Rafa Leao

Leao sempre nel mirino, Fortunato: “Una partita su quattro non basta” – chiamarsibomber.com

Fortunato non usa giri di parole e colpisce dritto al punto: “Se ti chiami Juventus, Inter o Milan, è importante avere giocatori che ti diano continuità. Guardate Leao: fa bene una partita ogni quattro e per questo penso non sia da grande squadra”. Secondo l’analisi di Fortunato, il limite del portoghese non risiede nel talento – indiscutibile – ma nella frequenza con cui questo talento viene messo a disposizione della squadra. Insomma, per Leao non c’è mai pace e l’unico modo per uscire da questo tunnel sarebbe quello di convincere a suon di gol, possibilmente per lunghi mesi.

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