Manuel Locatelli è un centrocampista italiano nato a Lecco l’8 gennaio 1998, noto per intelligenza tattica, personalità e grande affidabilità in mezzo al campo. Cresciuto nel settore giovanile del Milan, debutta in prima squadra giovanissimo e si mette subito in luce per visione di gioco e qualità nel passaggio. Dopo un periodo di crescita al Sassuolo, dove diventa leader tecnico e mentale, approda alla Juventus, affermandosi come uno dei pilastri del centrocampo bianconero e della Nazionale italiana.
Dal punto di vista tecnico, Locatelli è un centrocampista completo: eccelle nel ruolo di regista o mezzala, sa dettare i tempi di gioco, recuperare palloni e garantire equilibrio tra fase difensiva e offensiva. È dotato di un ottimo senso della posizione, buona capacità di interdizione e precisione nei passaggi sia corti che lunghi. Non è un giocatore appariscente, ma la sua efficacia si misura nella continuità e nella lettura delle situazioni di gioco.
Fuori dal campo è una persona riservata, molto legata alla famiglia, e spesso viene apprezzato per la maturità e la leadership in campo e nello spogliatoio.
Il calcio, si sa, è fatto di colpi di scena. E l’ultimo episodio che ha visto coinvolto Mattia De Sciglio ne è la prova: sembrava tutto pronto per il suo approdo allo Hradec Králové, ma l’affare è svanito all’ultimo istante. L’ex terzino di Milan, Juventus ed Empoli, dopo aver superato brillantemente le visite mediche, non ha potuto firmare con il club ceco del massimo campionato. Una notizia che ha lasciato di stucco molti appassionati e addetti ai lavori, considerando l’apparente conclusione felice dell’accordo.
Le ragioni di un trasferimento mancato
A fare chiarezza su quanto accaduto ci ha pensato Petr Pojezný, il direttore sportivo del club ceco. Intervistato dalla testata idnes.cz, ha spiegato le ragioni che hanno portato allo stop dell’operazione. “Dopo aver considerato tutti i risultati degli esami e le circostanze – ha dichiarato Pojezný – siamo giunti alla conclusione che non sarebbe stato d’aiuto immediato per il nostro club, che era il motivo principale per cui volevamo ingaggiarlo“. Più che una questione economica, sembra sia stata una valutazione tecnica e strategica a far prendere questa decisione.
Un profilo prestigioso ma non prioritario
L’accordo con un calciatore come De Sciglio avrebbe rappresentato una innegabile iniezione di fiducia per la squadra e per tutto il campionato ceco. Tuttavia, Pojezný ha voluto enfatizzare l’importanza di seguire una strategia a lungo termine: “Ovviamente un giocatore di questo calibro sarebbe stato un’ottima aggiunta per il nostro club e per tutto il campionato, tuttavia abbiamo deciso di proseguire con la nostra strategia a lungo termine e costruire la squadra per la prossima stagione, secondo la nostra filosofia presentata al momento dell’ingresso dei nuovi soci“. Un approccio che mira a costruire una squadra solida e ben strutturata per il futuro, piuttosto che inseguire un successo immediato.
Fiducia nei propri mezzi
Nonostante il mancato arrivo di De Sciglio, il club non vede compromesse le proprie ambizioni. Pojezný ha ribadito la piena fiducia nei giocatori già presenti in rosa, in vista della seconda parte di stagione: “Abbiamo piena fiducia nella squadra per la parte primaverile. Crediamo che avrà successo“. Un messaggio chiaro che evidenzia la convinzione della dirigenza nei confronti del gruppo attuale, nella speranza che possa centrare gli obiettivi prefissati per questa annata sportiva.
In conclusione, questo contrattempo non rappresenta necessariamente un colpo negativo per il club, ma piuttosto una dimostrazione di lungimiranza e di una programmazione ponderata. Lo è negativo, invece, per Mattia De Sciglio, ancora senza squadra.










