Dopo un anno negli Emirati con Pirlo, Ferrari torna in Italia

Gian Marco Ferrari torna in Italia a 34 anni, lo fa ripartendo dalla Serie B con la maglia dell'Arezzo.

gian marco ferrari con la maglia dell'italia
Tag:

A Dubai ha conquistato una promozione, ma ha giocato molto meno di quanto avrebbe immaginato. Ora Gian Marco Ferrari è pronto a tornare nel Bel Paese: il difensore classe 1992 è in chiusura con l’Arezzo, pronto a tornare in Serie B e a mettersi a disposizione di Cristian Bucchi.

Dopo una stagione allo United FC di Dubai, dove ha lavorato con Andrea Pirlo e contribuito alla promozione del club nella massima serie emiratina, Ferrari è dunque pronto a ripartire dall’Italia. Un ritorno significativo per un giocatore che ha costruito la propria carriera partendo dall’Eccellenza, arrivando fino a 255 presenze in Serie A e alla Nazionale italiana.

Dalle giovanili del Parma alla Serie B con il Crotone

Nato a Parma il 15 maggio 1992, Ferrari cresce nel settore giovanile della squadra della sua città. La strada verso il professionismo, però, è tutt’altro che immediata. Prima dell’arrivo tra i grandi passa infatti dall’Eccellenza emiliana, vestendo le maglie di Monticelli Terme e Fiorenzuola, prima di approdare al Renate.

È un percorso che racconta bene la formazione di un difensore abituato a conquistarsi ogni tappa. Mancino, prevalentemente impiegato al centro della difesa, Ferrari si affaccia al calcio professionistico senza scorciatoie e dopo essersi misurato con categorie molto diverse tra loro.

La svolta arriva con il Crotone. Con i calabresi conquista la promozione in Serie A e affronta quindi il massimo campionato italiano, diventando rapidamente uno dei protagonisti della squadra. Nel 2016-17 colleziona 37 presenze e tre gol in Serie A, numeri che certificano il suo ingresso definitivo nel calcio di vertice.

L’anno successivo passa alla Sampdoria, dove mette insieme 30 presenze e due reti in campionato. Il salto dalla Serie B alla Serie A è ormai completato: Ferrari non è più soltanto il difensore arrivato dalle categorie inferiori, ma un centrale capace di consolidarsi ai massimi livelli.

Sassuolo, De Zerbi e la fascia da capitano

Nel 2018 arriva il trasferimento al Sassuolo, destinato a diventare il capitolo più importante della sua carriera. In neroverde Ferrari trascorre diversi anni, costruendo un rapporto particolarmente forte con l’ambiente e arrivando anche a indossare la fascia da capitano.

Sono 194 le presenze complessive con il Sassuolo, un dato che fotografa la continuità della sua esperienza emiliana. Non un semplice passaggio di carriera, quindi, ma un lungo percorso all’interno di un progetto tecnico preciso.

Tra gli allenatori che hanno maggiormente inciso sulla sua crescita c’è Roberto De Zerbi. Ferrari ha più volte indicato il periodo vissuto con il tecnico bresciano come uno dei migliori della propria carriera, sottolineando quanto quell’esperienza lo abbia aiutato a migliorare sia dal punto di vista tattico sia sotto il profilo mentale.

In quel Sassuolo il difensore è chiamato non soltanto a marcare e difendere, ma anche a partecipare alla costruzione del gioco. Un aspetto che contribuisce a completarne la formazione e a renderlo un centrale particolarmente adatto a un calcio nel quale anche la gestione del pallone assume un peso importante.

Il gol con l’Italia contro San Marino

La parabola di Ferrari raggiunge il suo punto più alto nel 2021, quando arriva anche l’esordio con la Nazionale maggiore.

Il 28 maggio, nell’amichevole contro San Marino disputata a Cagliari, il difensore del Sassuolo viene schierato da Roberto Mancini e trova anche il gol. Ferrari firma il momentaneo 2-0 al 34′, sfruttando una respinta del portiere avversario e trovando la conclusione vincente al volo. L’Italia vincerà poi 7-0.

Quella resta la sua unica presenza con la Nazionale maggiore, ma rappresenta comunque la sintesi di un percorso cominciato molto più lontano dai riflettori. Ferrari era infatti partito dai campi dell’Eccellenza e, nel giro di pochi anni, era arrivato a vestire la maglia azzurra e a segnare al debutto.

Un dettaglio particolare riguarda proprio San Marino: Ferrari aveva già segnato contro la nazionale sammarinese nel 2017, con la Nazionale sperimentale guidata da Gian Piero Ventura.

Salernitana, la fascia da capitano e la retrocessione

Dopo la lunga esperienza al Sassuolo arriva la Salernitana. Nella stagione 2024-25 Ferrari affronta la Serie B con la fascia da capitano al braccio, assumendo quindi un ruolo di responsabilità all’interno dello spogliatoio.

Il bilancio personale racconta di 35 presenze complessive, 34 delle quali da titolare. Quello di squadra, invece, è molto più complicato: la Salernitana conclude la stagione con la retrocessione in Serie C dopo il playout contro la Sampdoria.

Per Ferrari è uno dei momenti più difficili della carriera. Una stagione nella quale l’esperienza e la leadership non sono sufficienti a evitare un epilogo particolarmente pesante, al termine di un campionato vissuto da capitano.

La scelta di Dubai e l’avventura con Pirlo

Nell’estate successiva Ferrari decide di lasciare l’Italia e accettare la proposta dello United FC di Dubai, squadra degli Emirati Arabi Uniti affidata ad Andrea Pirlo.

La scelta nasce anche dalla volontà di confrontarsi con un’esperienza completamente diversa. Dopo la Salernitana, Ferrari aveva ricevuto alcune proposte dalla Serie B italiana, ma ha raccontato di non essersi riconosciuto nel modo in cui veniva valutata la sua età. Da qui la decisione di provare qualcosa di nuovo, anche per la curiosità verso Dubai e per la possibilità di vivere un’esperienza internazionale insieme alla famiglia.

C’era inoltre un precedente: Pirlo aveva già avuto modo di interessarsi a Ferrari ai tempi della Sampdoria, senza però riuscire a portarlo con sé. A Dubai, invece, i due si ritrovano e lavorano insieme per tutta la stagione.

Poco spazio, ma la promozione negli Emirati

L’esperienza allo United FC si sviluppa però in maniera diversa da quanto Ferrari aveva immaginato. Il difensore ha raccontato di aver trovato un calcio meno tattico rispetto a quello italiano, con meno pressione e stadi molto meno affollati. Soprattutto, il suo minutaggio è stato inferiore alle aspettative.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Ferrari, la presenza di cinque stranieri in rosa a fronte di un limite di quattro contemporaneamente in campo ha condizionato anche le scelte di Pirlo, che in diverse occasioni ha preferito utilizzare lo slot dedicato agli stranieri per giocatori offensivi.

Il bilancio collettivo, però, è positivo. Lo United FC ha conquistato la promozione nella massima serie degli Emirati Arabi Uniti, coronando una stagione nella quale Pirlo e il suo gruppo hanno centrato l’obiettivo principale. Ferrari ha quindi vissuto una situazione particolare: successo di squadra, ma un’esperienza personale caratterizzata da poche presenze.

Ferrari torna in Italia: è in chiusura con l’Arezzo

Terminata l’esperienza negli Emirati e concluso il contratto con lo United FC, Ferrari è tornato sul mercato degli svincolati. E ora per lui si profila un nuovo capitolo in Serie B.

L’Arezzo ha infatti accelerato per portarlo in Toscana e la trattativa è in fase di chiusura. Il club amaranto, neopromosso in Serie B, ha individuato nel centrale classe 1992 un rinforzo d’esperienza per la difesa di Cristian Bucchi.

L’operazione arriva dopo un avvio di campionato complicato per il reparto arretrato dell’Arezzo, che ha incassato 13 gol nelle prime cinque giornate. Il club ha quindi deciso di intervenire sul mercato degli svincolati e Ferrari è diventato il profilo prescelto dopo la trattativa non andata a buon fine per Adam Masina.

Dall’Eccellenza alla Serie A: Ferrari riparte dalla Serie B

Per Ferrari sarebbe dunque un ritorno in Serie B a poco più di un anno dall’esperienza con la Salernitana. Ma il nuovo capitolo avrebbe un significato particolare soprattutto per il percorso compiuto dal difensore.

Dai campi dell’Eccellenza emiliana alla Serie A, dalla fascia di capitano del Sassuolo alla Nazionale, passando per la retrocessione con la Salernitana e la promozione conquistata a Dubai con Pirlo. Una carriera costruita passo dopo passo, senza un percorso lineare, che ora potrebbe riportarlo in Italia a 34 anni.

L’Arezzo è pronto ad affidarsi alla sua esperienza per affrontare la Serie B. Per Ferrari, invece, sarebbe l’occasione per ritrovare quel calcio italiano fatto di pressione, responsabilità e partite nelle quali ogni dettaglio può fare la differenza.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.