Per Allegri può partire, Jashari già ai saluti: c’è lo zampino di Spalletti

Ardon Jashari
Per Allegri può partire, Jashari già ai saluti: c'è lo zampino di Spalletti - chiamarsibomber.com

Dopo soli sei mesi in rossonero, Ardon Jashari è finito nuovamente nei discorsi di mercato. Lo svizzero è finito nel mirino di Spalletti e Allegri ragiona sul da farsi.

L’arrivo di Ardon Jashari al Milan era stato letto, in estate, come un investimento strategico più che come una soluzione immediata. Classe 2002, nazionale svizzero, reduce da stagioni di crescita costante tra Lucerna e Club Brugge, Jashari era stato individuato come un centrocampista moderno, capace di unire ordine, intensità e lettura tattica. Un profilo da costruire, non da bruciare. Il suo impatto in rossonero, però, è stato finora limitato. A incidere è stato soprattutto l’infortunio accusato in estate, che ne ha ritardato l’inserimento e ne ha condizionato la preparazione. Massimiliano Allegri ha scelto una gestione prudente, concedendogli minuti con il contagocce e preferendo affidarsi a certezze già integrate nel sistema. In campionato le presenze di Jashari sono state poche (6) e quasi sempre da subentrato, con un minutaggio complessivo ridotto e senza numeri offensivi a referto.

Dal punto di vista statistico, però, le indicazioni non sono negative. Nelle apparizioni raccolte, il centrocampista svizzero ha mostrato buona precisione nel passaggio, personalità nella gestione del pallone e una discreta capacità di lettura difensiva. Dati che confermano il profilo intravisto all’estero, ma che non bastano ancora per imporsi in una mediana competitiva come quella del Milan. Il suo valore di mercato, nonostante lo scarso utilizzo, resta elevato e la valutazione si aggira ancora attorno ai 35–40 milioni di euro, cifra che riflette l’investimento estivo e il potenziale riconosciuto al giocatore. Ed è proprio qui che nasce il paradosso. Jashari è arrivato come progetto di medio periodo, ma dopo appena sei mesi il suo nome è già tornato centrale nelle voci di mercato.

Lo scambio con Loftus-cheek non convince, per Gatti serve altro: Spalletti chiede Jashari

Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi di uno scambio tra Juventus e Milan che coinvolgerebbe Ardon Jashari e Federico Gatti. Un’idea che, più che una trattativa avanzata, assomiglia a una provocazione lanciata dalla dirigenza bianconera. La Juve considera Gatti un elemento chiave della rotazione difensiva di Luciano Spalletti, soprattutto in una fase segnata da infortuni e gestione delle risorse. Il Milan, dal canto suo, osserva ma non apre. Le ragioni sono evidenti. Innanzitutto economiche, perché le valutazioni dei due cartellini sono distanti. Jashari è stato acquistato con un’operazione complessiva vicina ai 40 milioni, mentre Gatti viene stimato su cifre sensibilmente inferiori. Accettare uno scambio secco significherebbe per i rossoneri svalutare un investimento appena fatto e la Juve dovrebbe mettere sul tavolo un conguaglio economico.

Federico Gatti

Lo scambio con Loftus-cheek non convince, per Gatti serve altro: Spalletti chiede Jashari – chiamarsibomber.com

C’è poi un aspetto progettuale. Nonostante il poco spazio trovato finora, il Milan continua a considerare Jashari un profilo su cui costruire, non una pedina da sacrificare dopo pochi mesi. La sua cessione a gennaio avrebbe il sapore di una bocciatura prematura, difficilmente compatibile con la linea seguita dal club negli ultimi anni.

La Juventus ha fatto filtrare che solo davanti al cartellino del centrocampista svizzero sarebbe disposta a sedersi davvero al tavolo. Una posizione che, al momento, non trova aperture concrete a Milanello. Lo scambio Gatti-Jashari resta quindi sullo sfondo, più come esercizio di pressione che come scenario reale. Di fatto però, Ardon Jashari, arrivato in silenzio, è già diventato un nome che muove equilibri e riflessioni di mercato.

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