Retroscena Milan, l’accordo saltato con Cristiano Ronaldo: “Disse sì, voleva vincere l’Europa League”

Clamorosa rivelazione dell'ex ds del Milan Massimiliano Mirabelli a Carlo Pellegatti: nel 2018 Cristiano Ronaldo aveva accettato il trasferimento in rossonero. Ecco i dettagli e il motivo del no

Cristiano Ronaldo con il Portogallo

41

Punta centrale

7

Al-Nassr


  • 5 Febbraio 1985
  • Portogallo
  • 187 cm
  • 83 kg
  • Biografia

Cristiano Ronaldo è uno dei calciatori più iconici e vincenti della storia del calcio, simbolo di atletismo, talento e mentalità competitiva. Attaccante completo, capace di giocare come esterno offensivo o centravanti, si distingue per la straordinaria elevazione, la potenza fisica, la velocità e la precisione nelle conclusioni con entrambi i piedi. Il suo colpo di testa è considerato tra i migliori di sempre, così come la capacità di essere decisivo nei momenti chiave grazie a freddezza e determinazione fuori dal comune.

Il suo palmarès è tra i più ricchi di sempre: ha vinto numerosi campionati nazionali in Inghilterra, Spagna e Italia, diverse Champions League con il Real Madrid e il Manchester United, oltre a coppe nazionali e supercoppe. A livello individuale ha conquistato cinque Palloni d’Oro, stabilendo record di gol in Champions League e nelle competizioni internazionali. Con la nazionale portoghese ha vinto l’Europeo nel 2016 e la Nations League nel 2019.

Tra le curiosità, Ronaldo è noto per la maniacale cura del corpo e della preparazione atletica, che gli ha permesso di restare competitivo per oltre vent’anni. È inoltre il miglior marcatore della storia del calcio professionistico.

Il mondo del calciomercato è costellato di storie incredibili, “sliding doors” che avrebbero potuto cambiare per sempre la geografia del calcio internazionale. Una delle più clamorose e inedite riguarda Cristiano Ronaldo e il Milan. A svelare un retroscena che ha del fantascientifico è stato Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo della società rossonera e attuale dirigente del Padova, durante una lunga e approfondita intervista concessa al canale Youtube del noto giornalista di fede milanista Carlo Pellegatti.

Secondo il racconto dettagliato dell’ex ds, il fuoriclasse portoghese è stato a un passo dal vestire la maglia del Milan nel corso della travagliata sessione di mercato del gennaio 2018, pochi mesi prima del suo storico e definitivo approdo in Serie A con la casacca della Juventus.

Il piano della proprietà cinese e il blitz di Cardiff

Ripercorrendo le dinamiche societarie di quel convulso periodo storico, Mirabelli ha spiegato come la gestione guidata dalla proprietà cinese avesse inizialmente tracciato una strategia molto ambiziosa. L’obiettivo era quello di avviare un profondo svecchiamento della rosa rossonera, affiancando a una linea verde composta da giovani di prospettiva un grandissimo top player in grado di rilanciare il prestigio del club a livello mondiale. In questo scenario prese corpo la pazza idea di tentare l’affondo su CR7.

I contatti decisivi nacquero e si svilupparono subito dopo la celebre finale di Champions League a Cardiff tra Juventus e Real Madrid. Sfruttando l’intermediazione del potente agente Jorge Mendes, la dirigenza milanista riuscì ad aprire un canale preferenziale cogliendo un momento di profonda insoddisfazione del portoghese in Spagna, legato principalmente a complesse problematiche di natura fiscale.

La spinta di CR7: “Vengo per vincere l’Europa League”

Il dettaglio più sorprendente emerso dall’intervista riguarda la reazione e le motivazioni personali manifestate dallo stesso Cristiano Ronaldo. Lungi dallo sminuire il blasone di un Milan che in quel momento storico non disputava la Champions League, l’asso di Funchal vide nell’offerta rossonera uno stimolo professionale del tutto nuovo.

Mirabelli ha rivelato testualmente le parole pronunciate dal fuoriclasse durante i colloqui intercorsi con l’amministratore delegato Marco Fassone e l’allora tecnico Gennaro Gattuso. “Vengo al Milan, non ho mai fatto l’Europa League e vengo per vincerla“.

L’attaccante si era letteralmente infiammato all’idea di inserire nel proprio palmarès un trofeo internazionale che ancora gli mancava, mostrando un entusiasmo totale verso il progetto sportivo prospettatogli dai vertici di Via Aldo Rossi.

Le cifre dell’affare e il dietrofront finale

L’intera operazione era stata strutturata nei minimi dettagli e l’intesa con tutte le parti in causa era totale. Il Real Madrid chiedeva circa 100 milioni di euro per il cartellino — cifra che la dirigenza rossonera contava di poter limare verso il basso — mentre l’accordo sull’ingaggio faraonico del giocatore era già stato blindato grazie al lavoro diplomatico di Mendes.

Tutto era apparecchiato per quello che sarebbe stato il colpo del secolo, ma sul più bello la trattativa si arenò bruscamente. A bloccare la firma sul contratto fu il clamoroso ed improvviso dietrofront della proprietà cinese, che decise di tirarsi indietro non concedendo il definitivo via libera economico all’operazione. Una scelta che spezzò il sogno dei tifosi milanisti e che, di fatto, spianò la strada al successivo inserimento della Juventus l’estate seguente.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.


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