Il futuro del Milan potrebbe cambiare ancora una volta. Dopo appena una stagione, il nome di Igli Tare sarebbe già in bilico e attorno ai rossoneri iniziano a circolare indiscrezioni sempre più insistenti. Tra risultati altalenanti, strategie societarie e tensioni interne, a Casa Milan starebbero riflettendo su una nuova rivoluzione dirigenziale.
Tare-Milan, un matrimonio già vicino alla fine?
Quando il Milan ha scelto Igli Tare come nuovo direttore sportivo nell’estate del 2025, l’idea era chiara: affidarsi a un dirigente esperto, capace di ricostruire competitività e identità dopo una stagione deludente. L’ex Lazio era arrivato con la reputazione di uomo forte del mercato, abituato a lavorare sotto pressione e soprattutto a scoprire talenti prima degli altri. Eppure, a meno di un anno dal suo insediamento, qualcosa sembra essersi incrinato. Secondo diverse fonti vicine all’ambiente rossonero, la posizione di Tare sarebbe oggi tutt’altro che solida. Le ragioni sarebbero molteplici: risultati inferiori alle aspettative, divergenze strategiche con la proprietà e alcune operazioni di mercato che non avrebbero convinto pienamente il management.
In particolare, sotto osservazione ci sarebbe la filosofia costruita insieme a Massimiliano Allegri. Da una parte l’allenatore avrebbe chiesto giocatori già pronti e di esperienza internazionale, dall’altra il club continuerebbe a privilegiare una linea più sostenibile e orientata alla valorizzazione futura dei talenti. Una distanza di visione che avrebbe inevitabilmente creato tensioni interne. Il Milan, infatti, continua a muoversi dentro un equilibrio delicatissimo tra competitività immediata e sostenibilità economica. E proprio qui entrerebbe in gioco il possibile ribaltone.
Tony D’Amico è il favorito per il dopo-Tare
Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di D’Amico, attuale direttore sportivo dell’Atalanta. Un profilo che piace moltissimo alla dirigenza rossonera e che sarebbe già stato valutato anche in passato. D’Amico viene considerato uno dei dirigenti emergenti più preparati del calcio italiano. Prima all’Hellas Verona e poi all’Atalanta ha costruito squadre competitive spendendo relativamente poco, valorizzando giovani e generando plusvalenze enormi. Il suo lavoro a Bergamo è stato particolarmente apprezzato: costruzione sostenibile della rosa, scouting internazionale e continuità tecnica.
Ed è proprio questo il punto che intriga il Milan. La proprietà rossonera vorrebbe tornare a un modello più “Atalanta-style”: investimenti controllati, scouting aggressivo e calciatori giovani da valorizzare nel tempo. D’Amico rappresenterebbe perfettamente questa filosofia. Inoltre, il possibile addio all’Atalanta del dirigente sembra ormai uno scenario concreto. Anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi hanno lasciato intendere che il rapporto potrebbe concludersi a fine stagione.
Come cambierebbe il Milan con un nuovo direttore sportivo
L’eventuale sostituzione di Tare non sarebbe soltanto un cambio di nome. Sarebbe soprattutto un cambio di visione tecnica. Con Tare, il Milan ha cercato di costruire una squadra più esperta e pronta subito, accettando investimenti importanti anche su giocatori affermati. Con D’Amico, invece, il club potrebbe tornare a privilegiare profili emergenti, sostenibilità finanziaria e operazioni ad alto potenziale di crescita. Questo avrebbe conseguenze dirette anche sul mercato estivo. Alcuni giocatori potrebbero finire improvvisamente fuori dal progetto, mentre altri — magari giovani talenti ancora poco conosciuti — diventerebbero priorità assolute.
Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare: il rapporto con Allegri. L’allenatore livornese ha sempre preferito lavorare con dirigenti capaci di garantirgli giocatori pronti e affidabili. Un eventuale arrivo di D’Amico potrebbe quindi modificare anche gli equilibri interni tra area tecnica e panchina. E non è escluso che proprio il futuro dell’allenatore possa intrecciarsi con quello del direttore sportivo.
Una situazione ancora tutta aperta
Al momento non esistono comunicazioni ufficiali da parte del Milan e il futuro di Igli Tare resta formalmente legato al progetto rossonero. Tuttavia, le indiscrezioni continuano a moltiplicarsi e il fatto che il club stia già valutando alternative lascia pensare che qualcosa si stia davvero muovendo dietro le quinte. Nel calcio moderno, soprattutto ai vertici, le decisioni cambiano rapidamente. Basta una riunione societaria, una divergenza sul mercato o una strategia diversa per ribaltare scenari che sembravano definiti.
E allora la domanda resta inevitabile: il Milan sta davvero preparando un nuovo terremoto dirigenziale oppure le voci attorno a Tare sono soltanto normali tensioni di fine stagione? Le prossime settimane potrebbero dare una risposta. Ma a Casa Milan, in questo momento, la sensazione è che nessuno possa sentirsi davvero al sicuro.








