La telenovela di mercato legata a Nicolò Zaniolo si arricchisce di un capitolo totalmente inaspettato che scuote l’ambiente friulano. Quella che soltanto pochi giorni fa veniva “celebrata” come la fumata bianca definitiva per la sua permanenza a Udine è improvvisamente naufragata in un clamoroso muro contro muro contrattuale.
Il fantasista azzurro ha deciso di non presentarsi ai primi raduni stagionali della squadra, aprendo ufficialmente un caso spinoso e ricco di ombre.
Il giallo e l’accordo svanito
L’Udinese ha ufficialmente dato il via ai motori per la stagione 2026/2027 convocando il gruppo per i primi test fisici e le sedute atletiche presso il centro sportivo del Bruseschi. Si tratta del classico percorso di rito che precede la partenza per il ritiro estivo in Austria. Tra i giocatori a disposizione del tecnico Kosta Runjaic, tuttavia, è balzata subito all’occhio un’assenza pesantissima: quella di Nicolò Zaniolo. Il numero 10 non si è presentato al raduno con i compagni, prolungando le proprie vacanze ed evidenziando in modo plastico la rottura con la società.
Eppure, l’inizio di luglio aveva raccontato una storia completamente diversa. I principali media sportivi avevano infatti annunciato la svolta a sorpresa: un’intesa totale per blindare il futuro dell’attaccante in Friuli attraverso un rinnovo triennale da circa 1,8 milioni di euro a stagione, con il giocatore che si diceva entusiasta di continuare il suo percorso di rinascita a Udine dopo il riscatto definitivo dal Galatasaray operato a giugno dalla famiglia Pozzo.
La verità sulla rottura: lo scontro totale sui bonus
A fare piena luce sui motivi del dietrofront e sul successivo irrigidimento delle parti è stata la Gazzetta dello Sport. Non si tratta di problemi legati al cartellino, l’Udinese ha regolarmente esercitato il diritto di opzione con il club turco, bensì dei dettagli economici legati al nuovo adeguamento contrattuale.
L’accordo di massima prevedeva una parte fissa da 1,5 milioni di euro a stagione, a cui si sommava una quota variabile di bonus da 300 mila euro per raggiungere i tanto agognati 1,8 milioni complessivi. Lo scontro totale è nato proprio sulla struttura di questi bonus: Zaniolo e il suo entourage non hanno gradito i criteri inseriti dalla dirigenza per far scattare i premi ideati dal club. Il calciatore ha ritenuto le condizioni penalizzanti rispetto allo stipendio da 2,7 milioni che percepiva originariamente a Istanbul, decidendo di non controfirmare il contratto cartaceo e di mettersi di traverso.
Preparazione a rischio e un futuro tutto da scrivere
Il dietrofront di Zaniolo rappresenta un danno tecnico e d’immagine pesantissimo per l’Udinese. Il direttore sportivo Gianluca Nani e l’agente Claudio Vigorelli sono continuamente al lavoro per cercare di ricucire lo strappo in extremis, ma la situazione appare congelata. Senza una firma immediata, la presenza dell’attaccante sul pullman diretto verso il ritiro austriaco è da escludere. Il rischio concreto è che il giocatore più talentuoso e rappresentativo della rosa si trasformi in un separato in casa ancor prima che il campionato abbia inizio.








