Paradosso Balotelli Milan: Super Mario ha vinto tutto con l’Inter ma tifa rossonero

cronaca16/06/2023 • 15:28
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Comprato in cambio di attrezzature sportive

Se si può dire che l'inizio della carriera professionistica di Balotelli sia all'Inter, non si può dire lo stesso per quella sportiva.

 Il giovane SuperMario infatti iniziò a giocare nell'Oratorio Mompiano, squadra di un quartiere di Brescia, e in poco tempo si fece notare dalle grandi squadre dei dintorni.

 Atalanta, Brescia, Chievo e Hellas Verona lo visionarono ma non affondarono il colpo per il carattere difficile del ragazzo. Nato a Palermo, trasferitosi in Lombardia da piccolo e poi dato in affidamento a una famiglia italiana, la sua infanzia è piena di problematiche che infatti lo resero un ragazzo difficile da approcciarsi.

Infine fu il Lumezzane a prenderlo, in cambio di attrezzature sportive per un valore intorno al milione di lire. Lì rimane per anni, crescendo nelle giovanili e poi venendo lanciato in prima squadra, in C1, a soli 15 anni, diventando il più giovane esordiente nella categoria.

L'approdo all'Inter

Nel terzo campionato nazionale Balotelli si mette in mostra e in estate il Barcellona lo chiama per fare un provino, ma l'affare alla fine non andò in porto. Stessa cosa successe con la Fiorentina, dove il trasferimento saltò per dettagli.

 Fu allora l'Inter ad arrivare alle porte del Lumezzane e portare via SuperMario in prestito per aggregarlo alla Primavera. Con i giovani nerazzurri vinse il campionato e il Torneo di Viareggio, segnando sempre nelle gare decisive.

 Allora nel 2007-08 Roberto Mancini, al tempo allenatore della prima squadra dell'Inter, decise di aggregarlo in squadra. Alla seconda partita ufficiale segna una doppietta (in Coppa Italia contro la Reggina). In Coppa Italia si ripete ai quarti con due gol alla Juventus e finisce il torneo da capocannoniere. Lo stesso anno conquista anche il suo primo Scudetto.

I tifosi iniziano ad amarlo e Balotelli a sentire l'amore della piazza, ma anche la fama del giovane calciatore. Già dalla seconda stagione, anno in cui prese la panchina José Mourinho, il comportamento dentro e fuori dal campo del l'attaccante fa storcere il naso alla stampa e ai colleghi calciatori.

 Ma le sue prestazioni non ne risentono troppo e con lo Special One in panchina esce la miglior versione di SuperMario in maglia nerazzurra, culminata chiaramente con la vittoria dello storico triplete nel 2010.

Ma l'avventura interista non era tutta luce, aveva anche i suoi lati d'ombra, coma la maglia buttata a terra e i fischi di San Siro. Sulla sua avventura in nerazzurro, il calciatore ha detto: "L'Inter l'ho amata tantissimo, la amo ancora. Sono grato ai nerazzurri, soprattutto a Moratti. Nel mio cuore sono milanista, però all'Inter ho trovato davvero un gruppo stupendo e tifosi straordinari. La maglia gettata a terra, dopo la semifinale contro il Barcellona, ha rovinato tutto: io ho sbagliato, ma avevo 19 anni. Non capivo come mai tutto lo stadio potesse fischiarmi per un paio di palloni persi: tornai a casa piangendo.

 A soli 20 anni dunque Balotelli ha già vinto 6 trofei, tra cui 3 Scudetti e 1 Champions League. Ma è arrivato il momento di lasciare Milano e l'Italia per il momento.

  Di nuovo Mancini al Manchester City

Arriva la chiamata del suo vecchio mister, Roberto Mancini, che lo vuole al Manchester City. I Citizens, da poco acquistati dagli arabi, spendono quasi 30 milioni per lui.

 A Manchester Balotelli fa vedere lampi di classe e grande nervosismo. Aiuta il City a vincere la FA Cup, ma allo stesso tempo si fa espellere negli ottavi di Europa League, dove la squadra di Mancini viene eliminata dalla Dinamo Kiev.

 A Manchester SuperMario ha fatto vedere il repertorio completo: la lite con Mancini dopo il famoso tacco-veronica provato davanti alla porta in amichevole, la doppietta nel derby con lo United e la ancor più famosa maglietta "Why always me?", e l'assist per il gol di Aguero che vale il primo scudetto dei Citizens in 44 anni.

Insomma, in Inghilterra Balotelli diventa per davvero il bad boy del calcio, ma allo stesso tempo viene anche inserito nella lista per il Pallone d'Oro.

Balotelli-Milan: primo round

Inizia la stagione 2012-13 ma il rapporto tra SuperMario e il City si disfa. L'attaccante denuncia il club per una multa ricevuta ad aprile, poi abbandona il ricorso e accetta di pagare una multa equivalente a due settimane di stipendio.

 È ormai chiaro che per lui è arrivato il momento di andare via da Manchester e a gennaio arriva la chiamata che Balotelli ha aspettato per tutta la vita: quella del Milan.

Come racconta lui stesso in un'intervista a Muschio Selvaggio: "Ero al Manchester City e Raiola parlò con Marotta. Incontrai Conte e Nedved, il tecnico mi spiegò come mi avrebbe fatto giocare. Sembrava fatta, così Raiola chiamò Galliani per dirgli che avrei firmato con i bianconeri. Adriano stoppò tutto e mi portò al Milan: in rossonero ho trovato una vera e propria famiglia. Raiola mi ripeteva sempre la stessa frase: se Messi e Ronaldo hanno così tanti Palloni d'oro, la colpa è tua. Aveva ragione, ho giocato troppo spesso al 20%...".

 Il Milan spese 20 milioni per lui e in quella seconda metà di stagione SuperMario fu decisivo: 12 gol in 13 partite e una rincorsa rossonera terminata con il terzo posto e l'approdo in Champions League, superando all'ultimo la Fiorentina.

Era il sogno per Balotelli. Decisivo con la sua squadra del cuore, sembrava potesse essere finalmente il momento in cui il ragazzo sarebbe diventato l'uomo, prendendo per mano la squadra e cercare di vincere insieme.

Balotelli-Milan: secondo round

Ma nell'estate del 2014 viene ceduto al Liverpool per circa 20 milioni. Nuovamente in Inghilterra, non riesce a replicare le grandi annate fatte con il City. Segna un solo gol in campionato e un altro in Champions.

 Dunque nell'estate 2015 Balotelli torna a casa. Il Milan lo riprende in prestito. Ci sono grandi attese per il ritorno dell'attaccante italiano in rossonero, ma vengono deluse, complice anche una noiosa pubalgia che lo tiene lontano dal campo per un po' di tempo.

Termina la stagione con soli 3 gol segnati, tra cui una doppietta all'Alessandria in Coppa Italia. La delusione dei tifosi, della società e del giocatore è ovvia e la decisione migliore è lasciarsi. Il Milan non lo riscatta e da lì inizia la lenta discesa di SuperMario, che ha aiutato l'Inter a vincere tutto ma ha fallito nel rendere il suo amato Milan veramente suo.

Tante maglie, tante delusioni

Dopo la seconda esperienza al Milan, infatti inizia la caduta di Mario Balotelli. Tre stagioni al Nizza, mezza al Marsiglia, ma ancora del vecchio Balo non c'è traccia.

 Prova allora a tornare a casa, e questa volta veramente, trasferendosi al Brescia neo promossa in Serie A tra l'eccitazione generale. Ma ancora è la delusione delle aspettative che lo accompagna. Il Brescia retrocede, Balotelli è deludente con soli 5 gol segnati, e club e calciatore litigano, finendo per comunicarsi a vicenda la fine della storia.

Arriva allora il nuovo Monza di Galliani e Berlusconi in Serie B. Vecchie conoscenze dei tempi del Milan, potrebbe essere un'occasione per riprendersi. Ma il Monza non ottiene la promozione, perdendo ai playoff, e l'attaccante lascia ancora, con 6 gol all'attivo.

 Si trasferisce in Turchia, all'Adana Demispor, e sembra aver ripreso confidenza con il gol. Ne segna infatti 18 in 33 partite e ciò spinge il Sion a credere in lui.

 Con un contratto ricco (3 milioni a stagione) SuperMario va in Svizzera, ma ancora ottiene la retrocessione e la delusione di tifosi e dirigenza. E di nuovo si sentono le parole che da tempo seguono la carriere di Balotelli: "Abbiamo fatto tutto il possibile perché pensasse principalmente al calcio. Non ci siamo riusciti. Ci siamo illusi riguardo a Balotelli."

 

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Tags :Milan

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