Alla partita tra leggende di Real e Porto Jardel non è invitato: "Nemmeno una chiamata, io so il perché"

cronaca23/03/2024 • 15:55
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M. Taremi
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Si è disputata oggi la sfida tra le leggende del Real Madrid e quelle del Porto, la classica partita per offrire grande spettacolo e raccogliere fondi per nobili cause.

 

Tanti gli ex campioni in campo, tra cui un Zinedine Zidane ancora sugli scudi e autore di tante giocate sopraffine. Un po' a sorpresa però, tra le fila dei lusitani, mancava l'iconico Mario Jardel. Palesemente dispiaciuto, l'attaccante brasiliano, raggiunto da Marca, ha spiegato quali sarebbero i motivi della mancata "convocazione"...

Jardel assente tra le leggende del Porto: l'attaccante non la prende bene

Jardel, oggi 50enne, si aspettava una chiamata che invece non è mai arrivata: "Non sono stato invitato e non so il motivo. Ero molto triste, perché sono un membro importante della storia di quel club e mi hanno emarginato: non è questo il modo di trattare gli idoli che sono vivi". Inutili le chiamate all'ex compagno: "Ho chiamato più volte il mio ex compagno di squadra Vitor Baia (vicepresidente del Porto, ndr), ma non mi ha prestato alcuna attenzione. Ho un buon rapporto con la società ed è una partita che mi sarebbe piaciuto giocare, visto che faccio molta solidarietà di questo tipo".

 

C'è il forte dubbio che la mancata "convocazione" sia conseguenza dei suoi problemi extracalcistici (abuso di droghe e alcol): "Non credo che sia per questo e il Porto deve essere un grande club che rispetta la storia, la sua storia. Proprio perché vengo da dove vengo, avrei aiutato molto oggi al Bernabeu. Se davvero vuole aiutarmi con quello che ho passato, questo non si fa. La mia storia al Porto va oltre la droga e l'indisciplina che ho avuto nella mia vita passata al di fuori del calcio. Nessuno è perfetto in questa vita".

cocaina-di-jardel

Problemi che tra l'altro l'ex attaccante pare si sia messo alle spalle: "Sono felice e sto fisicamente bene, vivo ogni giorno come se fosse l'ultimo. Mi occupo della mia salute, vado dallo psichiatra, ho un sostegno, sto guarendo dalla dipendenza a poco a poco. Ma il club, niente, nemmeno una chiamata per sapere come sto. Ora sono un uomo pulito, che valorizza la famiglia e sto ricostruendo amicizie. Mi sono scusato per quello che ho fatto e sono in questo processo". La mancata chiamata del Porto è resa ancor più dolorosa dal legame dei figli con il club: "Entrambi i miei figli amano il club, e anch'io lo adoro ancora. Ecco perché la cosa del Bernabeu mi ha ferito".

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