Sport in lutto: è morto Alex Zanardi. Aveva 59 anni

Alex Zanardi alle paralimpiadi di Rio 2016
Alex Zanardi alle paralimpiadi di Rio 2016

Addio ad Alex Zanardi: l’ex atleta paralimpico è morto nella serata di ieri, a Bologna, all’età di 59 anni. A darne notizia sono stati i familiari: “Si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”. Gli ultimi anni, lontani dai riflettori, sono stati scanditi da condizioni verosimilmente precarie in seguito all’incidente del 19 giugno 2020. Nel corso di una staffetta benefica in handbike, nei pressi di Pienza, Zanardi ha perso il controllo della vettura scontrandosi contro un camion. Da lì il trasporto d’urgenza in ospedale e un calvario all’insegna di interventi e ricoveri in terapia intensiva, prima del ritorno a casa nel novembre 2021.

Alex Zanardi, la carriera e l’incidente

Dopo essersi fatto notare in Formula 3, Zanardi debutta in Formula 1 il 29 settembre 1991 con la Jordan, in sostituzioni di Roberto Moreno, in occasione del Gran Premio di Spagna. Nel 1995 lascia la Formula 1 per poi farvi rientro nel ’99, firmando un contratto triennale con la Williams. Nel 2001 torna nel mondo dei kart, dove tutto aveva avuto inizio, e, il 15 settembre, si consuma l’incidente che gli cambia la vita. A Lausitzring, in Germania, il pilota italiano perde il controllo della vettura e si scontra la monoposto di Alex Tagliani, che non riesce a evitare l’impatto. La vettura di Zanardi viene scaraventata a diversi metri di distanza spezzandosi in due: il pilota italiano viene trasportato in ospedale in gravi condizioni. Da lì quattro giorni di coma farmacologico e, nelle settimane successive, il graduale e sorprendente recupero, scandito da 15 operazioni e da una forza di volontà ai limiti dell’impossibile.

La seconda vita di Alex Zanardi

Dopo l’amputazione di entrambe le gambe, inizia un lungo periodo di riabilitazione per Zanardi, che nel 2007 si rimette in pista a bordo della sua handbike. Da lì una lunga serie di successi: 4 medaglie d’oro e 2 d’argento alle paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, quindi 12 medaglie d’oro, 5 d’argento e una di bronzo ai Mondiali su Strada tra il 2013 e il 2019. Una carriera straordinaria di un atleta che ha saputo correre, cadere e rialzarsi.

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