La storia di Ezequiel Lavezzi è un viaggio dalle ombre più oscure alla luce della consapevolezza personale. Il calciatore argentino ha condiviso un lato della sua vita meno conosciuto, quello della battaglia contro la depressione. In un’intervista al Corriere della Sera, Lavezzi ha raccontato il suo percorso di guarigione e la sua continua lotta per trovare equilibrio nella sua vita personale.
La luce in fondo al tunnel
Lavezzi ha affrontato la depressione con determinazione, scegliendo di non nascondersi e chiedendo aiuto professionale. “Sono stato in clinica e ora sto bene ma il mio percorso non è finito“, ha dichiarato. Il sostegno della sua famiglia, particolarmente di sua moglie, è stato fondamentale. Attraverso la terapia e il supporto dei suoi cari, il calciatore ha iniziato a rimettersi in piedi: “Ho conosciuto il buio della depressione, mi facevo del male“, ha confessato, spiegando come la nascita del suo secondo figlio sia stato un faro di speranza durante quel periodo difficile.
Il calcio, un amico sempre presente
Anche se il calcio non è più al centro della sua vita, Lavezzi lo considera ancora un amico fidato: “È stato e sarà sempre il mio migliore amico. Ma ora sto bene così”, ha detto, dimostrando una maturità acquisita. La decisione di ritirarsi a soli 34 anni è stata ben ponderata: “Sentivo che era arrivato il momento di smettere“, ha spiegato, sottolineando come la scelta fosse un atto di rispetto nei confronti di uno sport che ha amato profondamente. L’infanzia difficile e la strada che avrebbe potuto portare a percorsi pericolosi sono state deviate grazie al pallone: “Nel mio quartiere si spacciava droga, si girava armati. Senza pallone non so dove sarei finito“.
Il legame indissolubile con Napoli
Napoli rappresenta un capitolo speciale nella carriera di Lavezzi. “Napoli? Il posto che ho amato di più“, ha affermato senza esitazione. Nonostante le offerte da altre grandi squadre, la scelta di giocare nel Napoli fu guidata dal cuore: “Per noi argentini era la città di Maradona. Ho rinunciato ai soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro“, ha rivelato. La passione dei napoletani e i momenti trascorsi sul campo hanno creato un legame che va oltre la carriera sportiva.
L’importanza della famiglia
Oggi, il desiderio di Lavezzi è semplice: vivere e godere della propria famiglia: “Voglio essere una persona che non dimentichi quello che ha passato“, ha sottolineato, concludendo che nei suoi figli vede “il dono più grande della vita“. Questo cambiamento di priorità segna una nuova fase, dove il successo non si misura più con i gol segnati, ma con la serenità ritrovata e la consapevolezza conquistata lungo la strada.










