Cristiano Ronaldo è uno dei calciatori più iconici e vincenti della storia del calcio, simbolo di atletismo, talento e mentalità competitiva. Attaccante completo, capace di giocare come esterno offensivo o centravanti, si distingue per la straordinaria elevazione, la potenza fisica, la velocità e la precisione nelle conclusioni con entrambi i piedi. Il suo colpo di testa è considerato tra i migliori di sempre, così come la capacità di essere decisivo nei momenti chiave grazie a freddezza e determinazione fuori dal comune.
Il suo palmarès è tra i più ricchi di sempre: ha vinto numerosi campionati nazionali in Inghilterra, Spagna e Italia, diverse Champions League con il Real Madrid e il Manchester United, oltre a coppe nazionali e supercoppe. A livello individuale ha conquistato cinque Palloni d’Oro, stabilendo record di gol in Champions League e nelle competizioni internazionali. Con la nazionale portoghese ha vinto l’Europeo nel 2016 e la Nations League nel 2019.
Tra le curiosità, Ronaldo è noto per la maniacale cura del corpo e della preparazione atletica, che gli ha permesso di restare competitivo per oltre vent’anni. È inoltre il miglior marcatore della storia del calcio professionistico.
Mancano esattamente tre mesi all’inizio dei Mondiali 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio: un evento che vedrà, per la prima volta nella storia, la partecipazione di 48 nazionali. In questa direzione si inseriscono le parole del presidente della FIFA Gianni Infantino.
Infantino: “Venduti sette milioni di biglietti”
“Sarà un Mondiale fantastico, fenomenale. C’è un’eccitazione senza precedenti negli Stati Uniti, in Messico e in Canada – ha riferito Infantino ai microfoni di As – in un mese abbiamo ricevuto circa 500 milioni di richieste di biglietti. Si tratta di una cifra mai vista nella storia, al momento ne abbiamo venduti quasi sette milioni. Gli stadi saranno pieni, sarà una grande festa: è più di un torneo, è un evento sociale e il calcio si fermerà ad ammirarlo“.
“Sono tifoso dell’Inter”
Sono appassionato di calcio fin da bambino, ricordo il Mondiale del 1982 vinto dall’Italia: una squadra composta da grandi giocatori. Sono tifoso dell’Inter e uno dei miei primi idoli è stato Evaristo Beccalossi, un numero 10 che ci faceva sognare ma che non giocò in Nazionale perché l’allenatore aveva altri piani.










