La splendida cavalcata della Norvegia ai Mondiali 2026 rischia di subire una brusca frenata a causa di un imprevisto dell’ultimo minuto. A pochissime ore dallo storico quarto di finale contro l’Inghilterra, all’interno del ritiro scandinavo è scoppiato un vero e proprio allarme sanitario che sta tenendo con il fiato sospeso un intero Paese.
Cosa sta succedendo nel ritiro scandinavo
L’euforia per la straordinaria vittoria contro il Brasile di Carlo Ancelotti è stata subito smorzata da una minaccia subdola. All’interno del gruppo squadra della Norvegia ha iniziato a circolare un virus che sta mettendo a dura prova la tenuta fisica di diversi elementi della spedizione. Tosse insistente, forte raucedine e un diffuso senso di spossatezza e affaticamento sono i sintomi riscontrati da più tesserati nelle ultime ore. Il timore principale dello staff medico è che il focolaio possa estendersi ulteriormente a ridosso del match più importante della storia recente del calcio norvegese, compromettendo le rotazioni e la freschezza atletica della rosa.
Il CT Solbakken rompe il silenzio
A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto direttamente il commissario tecnico Stale Solbakken, che ha cercato di gettare acqua sul fuoco pur non nascondendo le oggettive difficoltà logistiche. Il capo della spedizione ha spiegato che i continui sbalzi termici dovuti all’aria condizionata a palla, combinati con i frequenti spostamenti tra aeroporti, spogliatoi e hotel, hanno inevitabilmente indebolito le difese immunitarie dei protagonisti. Muovere una delegazione di oltre cinquanta persone attraverso gli Stati Uniti rende quasi fisiologico il verificarsi di simili contrattempi medici, ma l’evoluzione del contagio interno viene monitorata ora dopo ora con estrema apprensione.
Anche il tecnico accusa il colpo
La situazione appare così complessa che lo stesso Solbakken ha ammesso pubblicamente di non essere al cento per cento delle proprie forze. Subito dopo il triplice fischio della sfida vinta contro i verdeoro, l’allenatore non ha avuto nemmeno le energie per festeggiare insieme ai suoi collaboratori e ai giocatori. Sopraffatto dalla stanchezza e dai primi sintomi di malessere, il CT si è isolato direttamente nella propria camera d’albergo per riposare, rivedere i filmati tattici della partita e rispondere ai messaggi di congratulazioni, riuscendo a dormire soltanto pochissime ore a causa del malessere.
I casi clinici sotto osservazione
Gli occhi dei medici sono puntati soprattutto su alcuni elementi chiave della rosa. Marcus Holmgren Pedersen è stato il primo a mostrare forti segnali di cedimento, tanto da essere costretto a saltare l’intera sfida contro il Brasile; secondo i sanitari, il suo organismo avrebbe risentito in modo particolare dell’accumulo di stress emotivo e fisico di questo torneo. Oltre a lui, anche l’attaccante Jorgen Strand Larsen ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di una febbre alta improvvisa. Il monitoraggio in queste ore è serratissimo per capire se la stella Erling Haaland e gli altri big della squadra riusciranno a scampare al contagio in vista dell’incrocio decisivo contro i Tre Leoni.











