Tensione nel post-finale Mondiale, parla Roberto Ayala: «Me ne scuserò con Dani Olmo, ho sbagliato»

Il vice di Scaloni rompe il silenzio dopo i disordini della finale Mondiale 2026 tra Spagna e Argentina e la minaccia di sanzioni FIFA: «Non è stato un pugno, ma un impulso sbagliato».

Roberto Ayala

Il sipario sulla drammatica finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina continua a far discutere non soltanto per l’esito del campo, ma per il convulso dopogara che ha visto protagonisti diversi tesserati della Selección. A distanza di giorni dalla sfida, a rompere il silenzio è stato Roberto Ayala, vice allenatore del commissario tecnico Lionel Scaloni. Finito al centro delle polemiche per un contatto violento con lo spagnolo Dani Olmo, l’ex difensore di Milan e Valencia ha affidato le sue dichiarazioni ai microfoni della trasmissione Esports Migdia su Televalencia, cercando di fare chiarezza su quanto accaduto a bordocampo.

«Abbiamo visto i nostri giocatori coinvolti in una situazione caotica e siamo intervenuti per cercare di riportare la calma. La mia intenzione originale era esclusivamente quella di dividere i calciatori e placare gli animi», ha spiegato Ayala durante l’intervista. Il tecnico ha poi ammesso il proprio errore di valutazione e di autocontrollo: «In quei momenti le emozioni e gli impulsi prendono il sopravvento, ma sono consapevole che si tratta di un atteggiamento inaccettabile, specialmente per il ruolo e la responsabilità che ricopro. Quando avrò l’opportunità di vedere Dani Olmo di persona, gli chiederò formalmente scusa».

Nessun pugno, ma una spinta dettata dalla provocazione

Nel corso del suo intervento, il braccio destro di Scaloni ha voluto precisare i contorni esatti del gesto, smentendo le ricostruzioni più severe apparse sulla stampa internazionale nelle ore successive al fischio finale. «Ci tengo a precisare che non si è trattato di un pugno, come molti stanno scrivendo, bensì di una spinta, nata come reazione a una determinata frase pronunciata in quel contesto», ha sottolineato Ayala.

La ricostruzione del collaboratore della Albiceleste mira a ridimensionare la gravità dell’accaduto, senza tuttavia negare la responsabilità personale in un episodio che rischia ora di avere ripercussioni sul piano disciplinare per tutto lo staff tecnico sudamericano.

L’indagine formale della FIFA e il rischio di stangata

La vicenda non si chiude infatti con le parole di pentimento di Ayala. La FIFA ha già aperto un’indagine disciplinare formale per fare piena luce sugli incidenti scoppiati sul terreno di gioco tra il fischio finale e l’inizio dei festeggiamenti spagnoli. Gli ispettori della federazione internazionale stanno analizzando minuziosamente i filmati di sicurezza e le riprese televisive per valutare i singoli comportamenti.

Oltre alla posizione di Ayala per la spinta a Olmo, il dossier degli organi inquirenti riguarda altri due episodi chiave del post-partita:

  • L’espulsione di Leandro Paredes, sanzionato dal direttore di gara per condotta violenta dopo un acceso confronto verbale e fisico con la stella del Barcellona Gavi.

  • Il presunto pugno di Nahuel Molina, finito sotto la lente d’ingrandimento per un contatto duro nei confronti del centrocampista del Manchester City Rodri.

Le decisioni ufficiali e le eventuali squalifiche da parte della Commissione Disciplinare FIFA verranno rese note nel giro di qualche settimana, al termine dell’iter procedurale previsto dal regolamento.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.


Change privacy settings
×