Tomori, niente videogame: deve studiare per laurearsi in Economia

calcio10/10/2019 • 19:09
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Oluwafikayomi Oluwadamilola “Fikayo” Tomori ha un unico gioco in testa, quello del calcio. Nel suo tempo libero il ventunenne non si dedica, come i compagni, ai videogame perché ha ben altri impegni, gli esami all’università. Il giocatore sta studiando infatti per laurearsi in Economia e Management. Per anni l’intelligenza dei calciatori è stata messa in discussione. Certo, molti di loro trascurano gli studi per concentrarsi sul calcio e diventare dei veri campioni, ma ad alcuni piace anche passare qualche giornata sui libri e prendere magari una laurea. Un titolo di studio che potrebbe tornare utile una volta appesi gli scarpini al chiodo. Non sono pochi i giocatori che cercano di portare avanti parallelamente la vita professionale calcistica e la vita da studente. Tra questi si è aggiunta la stella del Chelsea Fikayo Tomori.

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Tomori deve studiare per laurearsi in Economia

Il difensore, classe 1997, ha recentemente dichiarato di non essere esattamente come i compagni. La sua giornata tipo non si divide tra calcio, videogame e svago, ma tra calcio e libri. Il ragazzo sta infatti studiando per prendere una laurea in Economia e Management. “Il calcio non andrà avanti per sempre. Devo pensare al futuro, a quando andrò in pensione o se dovessi subire, speriamo di no, un infortunio”. Tomori non è comunque l’unico ad aver pensato alla vita dopo il calcio. Alcuni colleghi, già prima di lui, hanno affiancato libri e pallone. 

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Tra questi ad esempio Juan Mata. L’ex Manchester United ha studiato giornalismo all’Università di Madrid, ma durante il suo periodo all’Old Trafford è riuscito a completare anche una laurea in scienze dello sport e finanza. Giorgio Chiellini ha frequentato l’Università di Torino e si è laureato in economia aziendale. C’è poi Lukaku, che oltre a parlare 8 lingue, inglese, spagnolo, olandese, francese, portoghese, tedesco, swahili e italiano, ha conseguito anche una laurea in turismo e pubbliche relazioni. Mai dunque mettere in dubbio l’intelligenza dei calciatori, potreste avere a che fare con Frank Lampard che, a quanto sembra, ha ottenuto un punteggio oltre al 150 in un test del QI con Mensa. Esito che ha fatto sì che Lamps fosse tra lo 0,1 per cento più intelligente della popolazione mondiale.

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