Francesco Gullo, ex calciatore conosciuto al pubblico per i suoi trascorsi televisivi e oggi impegnato in nuove avventure imprenditoriali, è al centro di una bufera social. Un post nostalgico, dedicato proprio al reality show sul calcio cui aveva partecipato, Campioni – Il Sogno, ha scatenato un’ondata di critiche e offese riguardo il suo aspetto fisico. Gullo ha deciso di rispondere duramente a questi attacchi, puntando il dito contro un fenomeno di odio virtuale che rischia di avere gravi conseguenze, specialmente sui più vulnerabili.
L’attacco degli haters sui social
Tutto ha inizio con un post innocente pubblicato da Francesco Gullo. L’intento era semplice: condividere un ricordo sportivo, un omaggio a Campioni, reality show sul calcio di cui è stato uno degli assoluti protagonisti. Il contenuto ha raccolto rapidamente visualizzazioni, ma invece di concentrarsi sul messaggio nostalgico, molti utenti si sono focalizzati sull’aspetto fisico di Gullo.
Una situazione descritta dall’ex giocatore come grottesca: “Nel post che ho fatto ricordando Campioni…in poche ore oltre 200.000 visualizzazioni e centinaia di commenti…e quasi tutti ad offendere il mio aspetto fisico“.
Una risposta senza filtri
Gullo non si è affatto lasciato scoraggiare e ha risposto con veemenza agli attacchi senza usare mezzi termini: “Vergognatevi…siamo proprio un popolo di IMBECILLI“, ha scritto, esprimendo una rabbia profonda. Per lui, il problema va oltre il semplice insulto personale: le parole possono ferire e, in alcuni casi, portare a conseguenze devastanti.

Gullo ha sottolineato la gravità della situazione: “Siete DELLE MERDE UMANE…ma non perché mi offendete…ma perché se al mio posto ci fosse una ragazzina debole probabilmente potrebbe anche suicidarsi…e questo si chiama BULLISMO“, ha commentato, trasformando così un attacco personale in una denuncia più ampia contro la cultura tossica dei social media.
Il discorso ha toccato poi un aspetto molto personale: il cambiamento del corpo nel tempo. Gullo ha affrontato il tema con pragmatismo, quasi con disinteresse: “Sono passati più di 20 anni…il mio corpo è cambiato… E a me non me ne frega un cazzo“. Una presa di posizione che dimostra accettazione di sé, senza bisogno di scuse o giustificazioni.
Non mancano parole forti rivolte alla collettività: “Mi vergogno di essere Italiano…mi fate schifo“. Un grido di frustrazione che colpisce duramente i “leoni da tastiera”, mostrando il contrasto tra chi vive una vita reale e chi si nasconde dietro uno schermo.
Continua il progetto Gullo-Cam
Ma Gullo non si lascia abbattere dagli insulti e continua a guardare avanti. Al centro delle sue attività c’è sempre la Gullo-Cam, progetto che promette di rivoluzionare il mondo delle riprese sportive con una telecamera interrata che ha già catturato l’interesse di diversi settori e rappresenta una via di fuga dalle polemiche online.










