Gullo: "Champions e Del Piero, la bugia che mi ha cambiato la vita. E quel tunnel a Gattuso..."

tv e social28/02/2024 • 12:51
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Prima puntata di Remuntada, il nuovissimo podcast di Chiamarsi Bomber condotto dal giornalista Nicolas Lozito. In ogni puntata verrà chiesto agli ospiti come nasce la loro passione per il calcio e per lo sport, e loro ci racconteranno la loro vita ma soprattutto la loro "Remuntada" personale.

 

L'ospite di oggi è Francesco Gullo, ex calciatore del Cervia Calcio e uno degli assoluti protagonisti del reality show "Campioni, il sogno". Oggi Gullo è un regista tv e procuratore calcistico. 

Gullo si racconta a Remuntada

Questo il resoconto della bella chiacchierata tra Nicolas Lozito e il primo protagonista del nuovo format di Chiamarsi Bomber, Francesco Gullo.

 

Qual è stata la tua "Remuntada"?

 

"Risale proprio a quel periodo. Facevo il cameriere a Pavia e lavavo i treni di notte dopo aver vinto un campionato d'Eccellenza con il Lecco che era appena fallito. Grazie ad un articolo di giornale e grazie anche a Paolo Bargiggia che era proprio di Pavia sono riuscito a fare questo provino per Campioni e in tre mesi mi son trovato dal pulire i treni ad essere osannato al Barbera di Palermo con 35mila spettatori".

 

Spiega ad un bambino di oggi cos'è stato Campioni

 

"Io ho il tatuaggio, me lo sono stampato sulla pelle. Campioni ufficialmente è stato il reality show più costoso e lungo della televisione mondiale, circa 70/80 milioni euro. Campioni era l'innovazione del calcio, quello che oggi vediamo nel calcio su tutte le piattaforme è partito da noi. SIamo stati l'innovazione televisiva nel calcio. Poi è stato un reality che ha fatto tantissima beneficienza e ha dato la possibilità a dei "bambini cresciuti" di poter realizzare un sogno: di fatto eravamo trattati come giocatori di Serie A".

 

 

Giocavate in Eccellenza, ma il Cervia era come se fosse la squadra più importante d'Italia...

 

"Eravamo la seconda squadra degli italiani, entrando in un bar o in un centro sportivo alle 9:30 del mattino di domenica c'erano milioni di telespettatori incollati a vedere il Cervia di Ciccio Graziani. Il televoto? Stai parlando co un guru: sono il concorrente di un reality show più votato del pianeta Terra, venivo televotato 2,3 volte a settimana. Potrei fare una richiesta al Guinness World Record".

 

E Ciccio Graziani?

 

"Diciamo che c'erano due reality: uno era Campioni, l'altro era il mio amore e odio con Ciccio Graziani mediato dalla Gialappa's. Gli voglio bene, tornando indietro non rifarei certe cose, stiamo parlando di un campione del mondo. Io gli tenevo testa, lui era obbligato a farmi giocare col televoto. Lui poi si è accomodato, ha capito che avevo una nazione che mi votava e non poteva fare diversamente. Anche negli allenamenti, sapendo già che giocavo, faceva degli schemi per mettermi dentro. Di sicuro è stato più complicato per lui che per me...".

 

Parlavi di "annuncio sul giornale", spiegaci

 

"In pratica ero seduto ad aspettare il treno da pulire e ho visto una pagina della Gazzetta dello Sport. In fondo c'era questo trafiletto su Campioni, il sogno, nuovo reality di Italia 1. Il provino? Mi son trovato di fronte Roberto Cenci e mezza Mediaset sapendo di non avere alcuna possibilità. Quando l'autore mi ha chiesto 'Chi sei?' le mie risposte sono state questa 'Ciao mi chiamo Francesco Gullo, ho 25 anni, ho giocato in Champions League, ho marcato Del Piero adesso lavo i treni e faccio il cameriere, posso andare?'. Ricordo ancora Cenci che rispose 'Scusa, non abbiamo capito'. Io l'ho sparata grossa, ovviamente non era vero. Una bugia che mi ha cambiato la vita... Dopo che mi hanno "processato" e avevo tutta la squadra contro è successo qualcosa che non succede nei reality, ovvero il pubblico al posto di punirmi mi ha idolatrato per ciò che avevo fatto".

 

gullo-remuntada-2

Quel Cervia...eravate forti?

 

"Eravamo forti sì, abbiam vinto un campionato con giocatori che avevano giocato in Serie A come Ricci, Bobo Scandroglio, Poi c'erano elementi come me, Apicerni, Alfieri, Moschino che contornavano, oltre al figlio di Diego che fu un'aggiunta importante per il bene del programma".

 

La tua bugia fu un modo per ridare pubblico al programma

 

"Il successo di Campioni è partito da lì. Il programma non andava troppo bene perché andava 24 ore su 24 su Sky, c'erano dei day time su Italia 1 ma le partite venivano fatte su Sky. Dopo questa situazione decisero di portare le partite su Italia 1, con Popi Bonnici come regista".

 

Lo rifaresti adesso? E con che ruolo?

 

"Me lo hanno chiesto in tanti. Se potessi rifarlo oggi farei il Magrini della situazione, come secondo di Ciccio cercando di impedirgli di fare il suo lavoro con consigli sbagliati. La cosa più bella era vedere Ciccio che mi mandava a quel paese... Vi racconto un aneddoto: una mattina mi svegliano mi dicono 'Gullo, c'è da fare uno scherzo a Ciccio Graziani'. Lo scherzo era una nuova fialetta per la ricrescita dei capelli come sponsor: se a Ciccio fossero ricresciuti i capelli sarebbe andato tutto bene, altrimenti avrebbero cambiato allenatore prendendo Massaro che era già pronto. Organizzarono una finta intervista a me, Moschino e Alfieri chiedendo il nostro pensiero su un possibile addio di Ciccio, loro dissero che sarebbero stati felici, io invece 'Mi dispiacerebbe, perché l'unica volta che non sono stato televotato sono uscito con sua figlia e ora siamo fidanzati'. Da lì è partita una discussione pesante, dopo la quale Ciccio non mi ha parlato per 5 giorni...".

 

francesco-gullo-campioni

 

Perché una cosa così amata come Campioni adesso non c'è più? Cos'è cambiato?

 

"Penso non si possa rifare almeno per una ventina d'anni, perché gli appassionati sono ancora legati a noi. Il nostro precedente crea un "problema". Ancora oggi mi chiedono l'autografo...".

 

Ti spaventa questo legame con il passato?

 

"Quando voglio star tranquillo mi faccio crescere la barba...".

 

Raccontaci di quello che hai fatto a Gattuso

 

"Stavamo mangiando in residenza, dovevamo giocare contro il Milan a Monza e cominciammo a fare delle scommesse goliardiche. Io dissi 'Faccio il tunnel a Gattuso', frase che ho ribadito anche a Stduio Sport. Arriviamo allo stadio e Kaka mi fa 'Gullo adesso devi farlo', mentre Gattuso nemmeno mi ha guardato. Dopo il primo tempo in panchina, al 35' del secondo ho fatto un'azione incredibile: mi son fatto dar palla da D'Innocenzo, l'ho appoggiata e sono andato in sovrapposizione; Paesani me la lancia, io ho stoppato con l'esterno destro, ho sentito l'arrivo di Gattuso e ci ho provato, ho fatto tunnel di esterno e di prima ho tirato sotto l'incrocio, ma Dida ha salvato. Ci son stati due minuti di applausi. A Gattuso gli hanno fatto il tunnel tre giocatori: Ronaldo, Ronaldinho e io".

 

Cos'è Campioni in Tour?

 

"Nasce nel 2009, quando purtroppo con la mia compagna abbiam perso un bambino pochi giorni prima della nascita. Quel bambino per me doveva vivere, e l'ho fatto vivere con questo progetto. Feci questo primo torneo con i bambini a San Siro e poi provai a portare questo progetto in giro. Sono passati 14 anni e Campioni in Tour è stato definito il più grande progetto per giocatori dagli Esordienti in giu. Ho fatto giocare 112mila bambini, e con le donazioni compro i giocattoli portandoli personalmente negli ospedali pediatrici delle città che mi ospitano. Di tutti questi bambini probabilmente ora una cinquantina sono tra i professionisti.

 

"Al primo torneo a San Siro c'era anche Daniel, figlio di Maldini, e Paolo era a bordo campo. Anche lì una scena incredibile: avevo detto di non far entrare in campo i genitori, e ad un certo punto viene uno della sicurezza dicendomi che un signore voleva chiedermi qualcosa: era Paolo Maldini. Mi ha detto 'Sono qua come papà e volevo chiederti se posso mettermi là dietro...'. Paolo Maldini che mi chiede se può entrare a casa sua...".

 

 

Sei anche tifoso? Che tifoso sei?

 

"Io ho fatto 5 anni a Telelombardia e 5 anni a 7 Gold, e per poter litigare con Tiziano Crudeli ero un tifoso juventino. Fondamentalmente però sono solo un appassionato di calcio. Io sono originario di Palermo, se dovessi essere tifoso sarei del Palermo".

 

Oggi che calciatori ti piacciono? E quali erano i tuoi idoli da bambino?

 

"Il mio idolo da bambino era Roberto Baggio e poi Alessandro Del Piero. Di tutti i calciatori di oggi non mi piace nessuno. Mi fa arrabbiare il fatto che per chiedere una foto o un autografo devi avere l'autorizzazione del team manager. Secondo me dovrebbero avere un po' più di umiltà".

 

Hai autografato la maglia a Del Piero?

 

"Mi dicono 'Gullo dobbiamo farti incontrare Del Piero', e andiamo a Torino io e Bondi. L'incontro è durato un'ora e venti, e io e Matteo gli avevamo portato le nostre maglie. Ho detto a Del Piero 'Possiamo omaggiarti con le nostre maglie?', e lui mi ha detto 'Magari me la firmi anche...'. Io scrissi 'Al mio amico Alessandro Del Piero, con L e apostrofo e staccato Piero'. Quindi lui ha una mia maglia autografata del Cervia, ancora mi emoziono quando vedo il video".

 

 

Invece un tuo grande rimpianto?

 

"Si chiama Glasgow Rangers, perchè dopo Campioni un mio amico inviò il mio tunnel a Gattuso. Intanto avevo firmato un contratto con un'agenzia per delle ospitate tv, e proprio nel giorno della firma mi chiamano da Glasgow chiedendomi se avevo voglia di andare in ritiro. Io ho scelto la sicurezza della televisione, ma quello rimane un rimpianto".

 

La prossima partita quale sarà?

 

"Oggi sono regista per Italo Tv, il mio sogno è tornare a Mediaset dove ho ottimi rapporti con tutti. La mia prossima partita è che dopo 6 anni mi hanno confermato un brevetto nell'ambito calcistico. Questo brevetto potrebbe essere qualcosa di importante per tutti i tifosi del mondo del calcio e potrebbe ricambiarmi la vita per un'altra volta. Non posso svelare oltre, anche se sono molto legato a Chiamarsi Bomber, che mi ha sempre dato senza troppi problemi".

 

 

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