“L’obiettività vale tre biglietti”: bufera tra il giornalista Alciato e la Gazzetta dello Sport

Duro botta e risposta tra il giornalista Alessandro Alciato e la Gazzetta dello Sport per la vicenda biglietti.

alessandro alciato giornalista di prime video

Il Mondiale ha chiuso i battenti domenica scorsa, ma al centro della bufera c’è il clamoroso “taglio” degli accrediti subito dalla Gazzetta dello Sport e la conseguente guerra verbale tra la FIFA di Gianni Infantino e il principale quotidiano sportivo italiano. In tutto questo si è inserito il giornalista di Prime Video Alessandro Alciato.

L’affondo di Alciato

A riaccendere la miccia è stato Alessandro Alciato, noto volto del giornalismo sportivo (attualmente impegnato con Amazon Prime per la Champions League) e figura vicinissima ai vertici di Zurigo, avendo recentemente curato la biografia ufficiale di Gianni Infantino dal titolo “Forward – The Revolution of Football: The First 10 Years of Gianni Infantino at FIFA”.

Alciato ha sferrato un attacco frontale attraverso i propri canali social, accusando la Rosea di aver trasformato una questione logistica in una ritorsione editoriale contro il presidente della FIFA: “Meno male che non sono andati in overbooking su un volo, altrimenti tentavano di abbattere un aereo… Sto parlando della Gazzetta dello Sport che, dopo aver preteso 5 biglietti per la finale del Mondiale e averne ottenuti 2, ha iniziato ad attaccare frontalmente la FIFA e il suo presidente. Per loro l’obiettività vale 3 biglietti allo stadio”.

La replica furiosa del giornalista di Gazzetta

La risposta del quotidiano milanese non si è fatta attendere. Filippo Maria Ricci, storico corrispondente da Madrid della Gazzetta dello Sport e tra i cronisti direttamente colpiti dal provvedimento di revoca, ha replicato punto su punto, smontando la ricostruzione di Alciato e mettendo a nudo i retroscena della vicenda: “Ecco il biografo di Infantino e l’addetto stampa della FIFA che mente. La Gazzetta ha chiesto e OTTENUTO 5 biglietti, più 2 zone miste, 2 conferenze stampa e un parcheggio. Questa mattina avevo tutto, poche ore dopo mi è stato tolto tutto. Provano davvero piacere nel lasciare fuori 3 giornalisti impedendo loro di lavorare?”.

Secondo la versione sostenuta fermamente dalla Rosea, dunque, non si è trattato di un semplice rifiuto in fase di richiesta, bensì di un’improvvisa cancellazione a bocce ferme di pass già regolarmente emessi e confermati. Una misura punitiva ad hoc, visto che analogo trattamento non è stato riservato ad altre testate internazionali.

Il cambio di linea della Rosea

L’episodio solleva interrogativi pesanti sui rapporti tra gli organi di governo del calcio e la stampa d’inchiesta. È un dato di fatto che la linea editoriale della Gazzetta dello Sport nei confronti di Infantino abbia subito un drastico cambio di rotta durante il Mondiale. Se all’avvio del torneo la Rosea ospitava un intervento firmato dello stesso numero uno della FIFA, nei giorni antecedenti la finale il tono è virato sull’attacco frontale, culminato nell’editoriale firmato dal direttore Stefano Barigelli e dal titolo perentorio in prima pagina: “Infantino va fermato”.

Il nodo cruciale risiede nel fatto che il cambio di rotta della Gazzetta è avvenuto prima del taglio degli accrediti. Questo elemento avvalora l’ipotesi — sostenuta da molti addetti ai lavori — che la FIFA abbia voluto “punire” il quotidiano per le notizie e i commenti critici formulati sull’organizzazione del Mondiale statunitense.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.


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