Catania, lascia il calcio a 54 anni e viene rapito in elicottero. Ma è una sceneggiata (VIDEO)

Barbagallo

Probabilmente il nome di Ignazio Barbagallo vi dirà poco, ma nel catanese è una vera e propria star. Centrocampista dai piedi buoni, ha fatto le sue fortune al Paternò e all’Aci Sant’Antonio (entrambe in provincia di Catania). Il suo punto più alto l’assist del gol vittoria al Cibali contro i rossoblu con la maglia del Viagrande. Insomma, il classico bomber di provincia, soprattutto per i suoi scherzi. L’ultimo, risalente a sabato scorso, durante il match Città di Viagrande contro il Play Shop Nebrodi (terza categoria) in cui si è superato.

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BARBAGALLO RAPITO IN ELICOTTERO

Un po’ come Cassano e le sue cassanate, anche Barbagallo ha le sue barbagallenate. Non a caso organizza feste di matrimonio e di addio al celibato molto vivaci. A 54 anni ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e l’ha fatto in grande stile, organizzando durante la partita un finto rapimento con tanto di elicottero. Barbagallo – che ha organizzato il tutto col benestare del sindaco e della polizia municipale – è riuscito nel suo intento di diventare popolare, almeno per qualche giorno, dato che il video è stato condiviso anche dal popolare Sun. Ma sebbene l’evento goliardico abbia divertito i presenti, ben diversa è stata la reazione del giudice sportivo che ha squalificato il giocatore fino al 30 giugno e il campo del Viagrande fino al 31 maggio.

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Barbagallo ha raccontato com’è nato il tutto: L’idea era nata tanti anni fa, quando avevo 35 anni e giocavo a Viagrande, in Eccellenza. Durante la partita con il Rosolini avevamo progettato tutto: il pilota però, in fase d’atterraggio, ha visto la presenza di vigili urbani e carabinieri e, spaventandosi, mi ha lasciato in campo. Ho aspettato altri venti anni per avere l’occasione giusta: un campo dove si poteva atterrare, l’assenso del sindaco, il mio tesseramento con qualche squadra. Finalmente, si sono verificate tutte le condizioni”. Sulla squalifica commenta: “Non me l’aspettavo ma poco male, tanto la mia carriera è finita in gloria”.

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Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.