La guerra dei Boateng: l’ex Milan attacca il fratello: “Non merita nulla”

Scoppia la rivalità tra i fratelli Boateng, Kevin-Prince e Jerome. Nonostante il successo calcistico di entrambi, i loro percorsi divergenti hanno creato tensioni familiari

Kevin-Prince Boateng
Kevin-Prince Boateng

34

Trequartista

11

Napoli


  • 28 Giugno 1991
  • Belgio
  • 181 cm
  • 68 kg
  • Biografia

Kevin De Bruyne è considerato uno dei centrocampisti più completi e influenti della sua generazione. Dotato di una visione di gioco straordinaria, eccelle nel passaggio lungo e corto, nei filtranti tra le linee e nei cambi di ritmo che spezzano le difese avversarie. Il suo tiro dalla distanza è potente e preciso, così come la capacità di inserirsi senza palla e di dettare i tempi della manovra con grande intelligenza tattica.

Con il Manchester City ha costruito un palmarès di altissimo livello, vincendo numerosi titoli nazionali in Inghilterra, diverse coppe e la Champions League, affermandosi come perno del gioco di Pep Guardiola. A livello individuale ha ricevuto premi prestigiosi, tra cui riconoscimenti come miglior giocatore della Premier League e miglior calciatore belga dell’anno.

Una curiosità riguarda il suo percorso iniziale, segnato da qualche difficoltà nei primi anni in Inghilterra, superata grazie a una crescita costante che lo ha portato a diventare uno dei leader tecnici e carismatici del calcio europeo.

Nel mondo del calcio, non tutto è oro ciò che luccica. Dietro le quinte ci sono storie di rivalità e sentimenti contrastanti che spesso restano nell’ombra. Una di queste storie è quella dei fratellastri Boateng, Kevin-Prince e Jerome. Nonostante abbiano condiviso lo stesso padre, le loro esperienze di vita e di carriera li hanno portati su strade molto diverse. E a volte, le parole di un fratello possono fare più male di un colpo in campo.

Una rivalità fraterna

La storia tra Kevin-Prince e Jerome Boateng è un esempio di come il successo possa talvolta creare fratture profonde anche all’interno della famiglia. Kevin-Prince, noto al pubblico italiano per il suo passato con club come Milan, Sassuolo e Fiorentina, ha recentemente spiegato il suo rapporto con Jerome in un’intervista al podcast dello youtuber Andreas Poke. Parole schiette che hanno svelato una verità amara: “Non abbiamo alcun legame”.

Carriere diverse, successi diversi

I Boateng si sono trovati a percorrere carriere totalmente differenti. Kevin-Prince ha sempre avuto il cuore in Africa, scegliendo di rappresentare il Ghana a livello internazionale. Jerome, d’altra parte, ha cullato il sogno tedesco, vincendo persino un Mondiale in Brasile nel 2014 con la Germania. La differenza nei successi individuali ha contribuito alla tensione fra i due. Kevin-Prince non nasconde la gelosia: “Voglio vincere la Champions League. Lui ha vinto la Champions League e ho pensato: ‘Non se la merita, amico’”.

La Champions League: il pomo della discordia

Se c’è un trofeo che rappresenta l’apice del calcio europeo, quella è la Champions League. Jerome ha avuto l’onore di alzare quel trofeo con il Bayern Monaco per ben due volte, traguardi che Kevin-Prince non è riuscito a raggiungere. Un motivo di discordia che l’ex centrocampista del Milan non ha mai digerito, anzi, ha alimentato una certa acrimonia verso il fratello minore.

Un rapporto compromesso

I motivi delle loro divergenze non sono solo legati ai successi calcistici. Kevin-Prince ha sottolineato come anche nella vita quotidiana abbia avvertito una sorta di ingiustizia nel vedere Jerome emergere: L’ho visto diventare una superstar e ho sempre pensato che non meritasse nulla di ciò che ha ottenuto perché sono io quello che ha fatto i passi avanti. E anche quelli sbagliati, gli ho spianato la strada”.

Una chiusura amara

Kevin-Prince, che ha concluso la sua carriera all’Hertha Berlino nel 2024, sembra non voler cambiare idea sul fratello. Così la loro storia di rivalità fraterna rimane un triste esempio di come ambizioni personali e orgoglio possano dividere i legami di sangue. Anche nel mondo del calcio, ci sono ombre che nemmeno il più bel trofeo riesce a illuminare.

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