Damiano Tommasi, un tempo gladiatore della Roma e oggi sindaco di Verona, ci offre uno spaccato riflessivo e privilegiato sulla condizione attuale del calcio italiano. L'intervista pubblicata da Il Messaggero si trasforma in un viaggio nella memoria, tra nostalgici anni d'oro e sfide moderne che attanagliano la Serie A.
La Serie A e il confronto con la Premier
«Ormai l'apice di una carriera è la Premier» ammette Tommasi, un'affermazione che forse brucia quanto colpisce nel suo realismo. Se pensiamo che abbiamo celebrato i 40 anni dallo scudetto del Verona, un periodo in cui le grandi stelle come Platinì e Maradona calcavano i campi italiani, appare evidente come i tempi siano cambiati drasticamente. «Tutti i big sono venuti da noi almeno fino agli anni '90-'00», riflette Tommasi, ora tutto sembra aver preso una direzione diversa.
Ridurre per aumentare la competitività
Tommasi evidenzia un punto chiave: «Forse bisognerebbe ridurre il numero delle squadre, delle partite, delle competizioni e pensare di più al progetto sportivo». Una Serie A troppo densa di partite può infatti togliere spazio ai diritti televisivi e interferire col rendimento delle squadre meno blasonate. «La sperequazione sui diritti tra Serie A e B rende la coperta troppo corta», afferma, rimarcando un problema che si ripercuote anche sulla Nazionale.
Calciatori non più giovanissimi
Il nostro campionato sembra essere diventato ormai una sorta di rifugio per i "grandi anziani" del calcio mondiale: Modric, Immobile, Dzeko, solo per citarne alcuni. Ma Tommasi non crede che questo sia il vero problema: «Bisogna tornare a far allenare i calciatori. Si gioca tanto, gli obiettivi sono vitali e le rose si accorciano per gli infortuni», ecco il nodo cruciale che secondo l'ex calciatore deve essere risolto.
Gasperini e il modello Atalanta
Un'altra interessante riflessione è quella sull'arrivo di Gasperini a Roma: «Il modello Atalanta è fatto di tante cose, lui era un elemento. Il modello Atalanta va bene per l'Atalanta», chiarisce Tommasi. Se riuscisse a trasmettere il suo carisma e la sua determinazione ai giocatori della Capitale, le soddisfazioni potrebbero arrivare come una naturale conseguenza. Resta da vedere come il suo spirito incrocerà il peculiare carattere della caldissima piazza romana.


