Nel corso dell’ultimo anno solare, il Napoli ha messo a segno una delle operazioni di mercato più imponenti della propria storia recente, blindando a titolo definitivo l’acquisto di Rasmus Højlund dal Manchester United per una cifra complessiva di 50 milioni di euro. L’affare, strutturato inizialmente con un prestito oneroso da 6 milioni nell’estate 2025 e completato da un obbligo di riscatto condizionato alla qualificazione in Champions League (grazie al secondo posto in campionato), ha consegnato ad Antonio Conte, allora allenatore del Napoli, un centravanti di sicuro affidamento internazionale. Nonostante la giovane età — il nazionale danese ha compiuto 23 anni —, l’attaccante ha risposto sul campo alle alte aspettative riposte su di lui, collezionando 16 reti in 44 presenze nella sua prima annata in azzurro e confermando le proprie doti realizzative anche in questo avvio di stagione.
Il retroscena dall’Inghilterra: l’accusa durissima di Peter Schmeichel allo spogliatoio
Se all’ombra del Vesuvio Højlund ha ritrovato centralità ed entusiasmo, ben diversa è stata la conclusione della sua parentesi biennale con i Red Devils, chiusa con 26 gol complessivi in 95 presenze. Un rendimento altalenante, condizionato da una gestione tecnica complessa (passando da Erik ten Hag a Ruben Amorim fino all’attuale crisi che ha travolto Michael Carrick) e da un clima societario perennemente in un limbo. A gettare benzina sul fuoco e a svelare retroscena inquietanti sullo spogliatoio dell’Old Trafford ci ha pensato la leggenda danese Peter Schmeichel. Intervenuto al podcast ‘The Overlap’, l’ex portierone non le ha mandate a dire, definendo Højlund “una macchina da gol” e lanciando un’accusa gravissima nei confronti dei suoi ex compagni di squadra: secondo Schmeichel, il giovane centravanti sarebbe stato letteralmente isolato e boicottato, con calciatori che “apertamente si rifiutavano persino di passargli la palla“ nonostante i suoi enormi margini di miglioramento e la sua dedizione totale al club.
I rimpianti dello United e la scommessa da 85 milioni su Sesko
L’addio del centravanti danese si inserisce in una strategia di mercato a dir poco rivedibile da parte del club inglese, che due estati prima aveva sborsato oltre 80 milioni di euro complessivi per prelevarlo dall’Atalanta. Nel mirino di Schmeichel è finito anche il settore scouting dei Red Devils, guidato dall’ex Red Bull Christopher Vivell, reo di aver spinto per la cessione di Højlund per fare spazio a Benjamin Sesko, acquistato nell’estate 2025 per una cifra monstre di 85 milioni di euro ma spesso frenato da problemi fisici. Una gestione tecnica e finanziaria fallimentare che stride fortemente con la rinascita di Højlund in Serie A, dimostrando come il talento del classe 2003 avesse semplicemente bisogno di fiducia, protezione e di una squadra disposta a metterlo nelle condizioni di esprimere tutto il suo potenziale offensivo.
