Lotito compra la Reggina per vendere la Lazio? Macché! Il Fatto Quotidiano rivela il piano del patron della Lazio

Per quale motivo Claudio Lotito sta per acquistare la Reggina pur consapevole che nel 2028 verrà eliminata la multiproprietà? Il Fatto Quotidiano rivela il piano del patron biancoceleste.

claudio lotito presidente della Lazio

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L’interesse di Claudio Lotito per la Reggina – club attualmente in Serie D – non è solo una mossa imprenditoriale, ma un segnale preciso: il sistema delle multiproprietà, che sembrava destinato a morire nel 2028, è di nuovo al centro del dibattito ai vertici della FIGC.

Perché la Reggina fa gola a Lotito?

Nonostante il primo luglio 2028 dovrebbe esserci lo stop delle multiproprietà in Italia, Lotito ha avviato le procedure per acquisire la Reggina (con una valutazione di circa 2 milioni di euro). Il motivo è strategico: la scommessa sull’imminente riforma della norma.

  • Piazza strategica: La Reggina rappresenta una tifoseria numerosa e calda, asset che Lotito conosce bene dopo l’esperienza con la Salernitana.

  • Investimento a lungo termine: Con il figlio Enrico già inserito in organigramma, l’obiettivo non è un coinvolgimento superficiale, ma il posizionamento in un settore che, si ipotizza, vedrà presto regole meno stringenti.

Il contesto: il fallimento del modello “Under 23”

Perché i club di Serie A spingono per il ritorno alla multiproprietà? La risposta va cercata nel malcontento verso il modello delle “seconde squadre” (Under 23).

  • Costi elevati: L’iscrizione e la gestione di una seconda squadra pesano per circa un milione di euro, senza generare valore economico reale (impossibilità di fare plusvalenze con la prima squadra).

  • Risultati deludenti: Il rendimento sportivo dei progetti attuali (si veda il caso Milan Futuro) è stato fin qui modesto.

  • Crisi del calcio di provincia: Molte piazze storiche in Serie C e D rischiano di scomparire. La multiproprietà viene vista come una “ciambella di salvataggio” per sostenere queste realtà garantendo una gestione solida.

Lotito propone la riforma

Secondo indiscrezioni raccolte da Il Fatto Quotidiano, l’idea di mantenere le multiproprietà anche dopo il 2028 è emersa durante l’assemblea di Serie A di marzo, con Lotito (che evidentemente aveva già in mente qualcosa) principale fautore, sostenuto da Claudio Fenucci, influente ad del Bologna, altro club che pure starebbe valutando l’acquisizione di una squadra in Serie D.

Il presidente della Lega Serie A Simonelli pare intenzionato ad allinearsi alle norme Uefa che vietano che due squadre dello stesso proprietario giochino la stessa competizione. Ad esempio, dato che John Textor detiene partecipazioni nel Crystal Palace e nel Lione, gli inglesi sono stati retrocessi dall’Europa League alla Conference. Quindi la Uefa non la vieta, ma anzi è abbastanza tollerante al concetto di multiproprietà. L’idea della Lega sarebbe quella di rivedere la norma, permettendo al club di Serie a di detenere una quota di minoranza nelle società delle categorie inferiori.

Le incognite

La prospettiva di una riforma fa comodo a molti. Pensiamo alla famiglia De Laurentiis e al Bari: una modifica del regolamento permetterebbe loro di mantenere una quota di minoranza oltre il 2028, evitando l’obbligo di dismissione forzata.

Tuttavia, resta aperto l’interrogativo etico e sportivo: come tutelare la lealtà competitiva? La storia recente del Bari, tra retrocessioni e malumori della piazza, insegna che la multiproprietà corre costantemente il rischio di trasformare le società in “succursali” di lusso, smorzando le ambizioni sportive dei territori.

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