Un mese di Aprile devastante per il Frosinone, che messo una seria ipoteca sui primi due posti della classifica finale della Serie BKT: tre vittorie e un pareggio che hanno spinto i ciociari al top e hanno consentito loro di creare un piccolo ma prezioso gap con la terza forza del campionato, il Monza.
E in questo mese di Aprile un giocatore che si è confermato un punto di forza per la squadra di mister Alvini è sicuramente Giacomo Calò, autore di due reti e un assist fondamentali. Prestazioni, quelle del centrocampista, che a livello personale gli sono valse il premio di MVP della Serie BKT per il mese di Aprile, il secondo della sua carriera dopo quello vinto nel mese di Dicembre.
Il trofeo, ideato e promosso dal Title Sponsor del campionato BKT in collaborazione con la Lega B, viene assegnato da una giuria di esperti giornalisti di cui il team di Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte.
Calò ha risposto ad alcune domande di Chiamarsi Bomber.
Aprile con 2 gol e un assist e il secondo titolo stagionale di Mvp in tasca: pensi di poter dire che questo per te è l’anno della svolta?
Personalmente è stato il miglior anno della mia carriera. Aspettiamo qualche giorno e potrò darti una risposta più completa sul fatto che è l’anno della svolta o meno… (sorride ndr).
Manca una sola rete alla “doppia-doppia” di gol e assist: ti aspettavi questi numeri ad inizio stagione?
Per i numeri che ho avuto in carriera, sempre due, tre, massimo quattro gol, avrei dato del folle a chi avesse pensato a certi numeri… Però durante la stagione non realizzavo bene la cosa, guardavo sempre partita per partita.
Dopo una stagione del genere si fa fatica a non pensare in grande: pensi di poter vincere l’Mvp stagionale della Serie BKT?
Questo non lo so, c’è comunque chi ha fatto 23, 25 gol, non ricordo nemmeno quanti… io cerco di fare il mio, non sta a me decidere questo, io cerco di dare il mio contributo. Certo, vincere qualcos’altro mi farebbe comunque un immenso piacere…
Per il Frosinone ad Aprile 3 vittorie ed un pareggio, manca l’ultimo sforzo per il grande obiettivo, in una Serie BKT quanto mai difficile ed equilibrata
Quest’anno è stato uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni, ed è ancora tutto aperto, tutto da giocare, lo abbiamo visto sulla nostra pelle. Siamo consapevoli di quello che abbiamo fatto durante l’anno, abbiamo fatto tanto ma dobbiamo ancora fare tantissimo.
Si può dire che il calcio “verticale” di Alvini ha cambiato in positivo la tua carriera?
Quest’anno ho cambiato il mio modo da giocare. Prima giocavo da play davanti alla difesa, e mentre la squadra attaccava io dovevo pensare a difendere e cercare di evitare contropiedi. Quest’anno è un gioco un proprio totale: tutti devono cercare di far tutto e sicuramente ho avuto una crescita e con questo modo di giocare sono riuscito ad imparare molto. Si continua ad imparare nonostante in parecchie partite sono stato il più vecchio in campo, c’è Gelli ’96 ed io ’97 che siamo sempre i più “vecchi” in campo…
A dicembre ci avevi parlato molto bene di Ghedjemis, c’è qualche altro compagno che ti ha sorpreso in positivo nel girone di ritorno?
Io ti dico Cichella, che gioca a centrocampo con me. Ha avuto una crescita importante da inizio anno ad oggi, ha cambiato molto il suo modo di giocare e quindi ti dico lui.
E più in generale nella Serie BKT c’è un centrocampista su cui in prospettiva punteresti ad occhi chiusi?
Nel mio ruolo mi è piaciuto tanto Correia della Juve Stabia, che può fare sia il play che la mezzala. Un po’ più trequartista c’è Liberali del Catanzaro, che quando ci abbiamo giocato contro ci ha messo in difficoltà. Poi devo dirti di nuovo “Ciche” (Cichella), lo devo mettere in questa classifica.
Sei cresciuto a Trieste e nel settore giovanile della Triestina, come ci sei finito dall’altra parte d’Italia, a Genova?
Come tanti ragazzi, gli osservatori ti vengono a vedere. Facevo i Giovanissimi Nazionali e mi è venuta a vedere la Samp. Andai a fare un provino a Genova e il direttore Invernizzi, che tutt’ora è alla Samp, decise di prendermi.
Una curiosità: hai qualche ricordo degli anni da giovanissimo alla Samp? Diciamo che c’erano discreti giocatori…
Io ero giovane e questo ti faceva sentire in difficoltà quando ti allenavi con giocatori del genere, non sapevi come porti, con chi parlare ecc. Mi ricordo però ad esempio negli anni in cui c’era anche Sinisa Mihajlovic c’era Eto’o: lui ci aspettava all’entrata dello spogliatoio per dare il cinque a tutti e da un fenomeno del genere che ha vinto tutto… Queste sono cose che ti fanno fare esperienza, per noi è stato veramente un piacere, e questa è una lezione che ti serve soprattutto per il futuro.









