Sfogo Spalletti dopo il KO della Juventus: “Io esonerato? Ho le idee chiarissime sul mio futuro”

Luciano Spalletti durante Juventus-Fiorentina

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Punta centrale

9

Juventus


  • 28 Gennaio 2000
  • Serbia
  • 190 cm
  • 88 kg
  • Biografia

Dušan Vlahović è un attaccante serbo potente e strutturato, considerato uno dei centravanti più completi della sua generazione. Mancino naturale, si distingue per la forza fisica, il senso del gol e la capacità di attaccare l’area con grande tempismo. È efficace nel gioco spalle alla porta, nel proteggere palla e nel finalizzare sia con conclusioni potenti sia di precisione, oltre a essere pericoloso nel gioco aereo e sui calci di rigore. Pur essendo una prima punta, sa partecipare alla manovra e creare spazi per i compagni.

Nel corso della sua carriera ha raggiunto la consacrazione in Serie A con la Fiorentina, prima di trasferirsi alla Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia, confermandosi tra i migliori marcatori del campionato italiano. A livello internazionale ha maturato esperienza nelle competizioni europee e con la nazionale serba, diventandone uno dei riferimenti offensivi principali.

Tra le curiosità, Vlahović ha segnato il suo primo gol in Champions League dopo pochissimi secondi dal debutto nella competizione, stabilendo un record di precocità. È noto anche per la grande attenzione alla preparazione fisica e per il carattere competitivo, che lo rende particolarmente determinato nei momenti decisivi delle partite.

Il verdetto del campo è pesante e rischia di compromettere l’intera stagione. La rovinosa sconfitta subita dalla Juventus contro la Fiorentina nella penultima giornata di Serie A ha aperto una vera e propria crisi in casa bianconera, complicando in modo forse decisivo la corsa verso un posizionamento nella prossima Champions League. In un momento così delicato, ci ha pensato Luciano Spalletti a metterci la faccia, presentandosi davanti alle telecamere con un mix di durissima autocritica e contrattacco mediatico.

Il tecnico blinda lo spogliatoio: “Basta processi, serve equilibrio”

Il tecnico toscano ha voluto fare da scudo ai suoi calciatori, respingendo con forza il clima da “processo sommario” che si respira attorno all’ambiente della Continassa. Secondo l’allenatore, dipingere la situazione come un fallimento totale è un errore concettuale che distrugge il lavoro svolto finora. “Questo è un risultato bruttissimo: abbiamo fatto una partita pessima sotto tanti punti di vista“, ha esordito l’allenatore della Juventus ai microfoni di Sky. Spalletti non ha cercato scuse e si è messo in prima linea sul banco degli imputati: “Io prima di tutto devo mettere in discussione me stesso. Se la mia squadra offre una prestazione del genere, devo chiedermi se ho fatto tutto il possibile per portare i giocatori nelle giuste condizioni mentali“.

Pur riconoscendo il danno economico e di prestigio per il club nel caso di una mancata qualificazione nell’Europa che conta, il mister ha chiesto di ridimensionare i toni: “Questo fatto che è tutto perso, tutto finito, è la cosa sbagliata. Le partite della vita sono altre. Parliamo di calcio, e se carichiamo l’ambiente di concetti come ‘guerra’ o ‘morte’, i calciatori ne risentono forzatamente“.

Messaggio alla società e duro attacco in TV: “Ho le idee chiarissime”

Nonostante la delusione, Spalletti guarda già avanti ed è convinto che la base per ripartire nella prossima stagione sia solida, grazie a una crescita importante del gruppo. Il messaggio inviato alla dirigenza della Juventus in ottica futura è stato chiarissimo: “Io ho le idee chiarissime su di me e sui miei calciatori. Mi conosco da 68 anni e sono sempre andato in giro con me stesso“. Nessun rimpianto, inoltre, per il mancato arrivo di una punta nel mercato di gennaio, una scusa che il tecnico ha liquidato come un tentativo di “ributtare dentro roba” inutile.

Successivamente, ai microfoni di DAZN, i toni si sono scaldati ulteriormente. Spalletti è passato al contrattacco nei confronti dei critici: “A voi piace dare del fallito, dare questo carico da dentro o fuori a una singola partita. La Juve merita la Champions, ma in un campionato competitivo ci assumiamo le responsabilità, stiamo zitti e analizziamo noi stessi. Ad oggi siamo dentro l’Europa League, e potevi essere fuori anche da quella“. La sfida per il futuro è lanciata: la Juventus dovrà ripartire dalle certezze del suo allenatore.

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