Simone Del Nero si sfoga: “Con questo calcio melmoso ho chiuso, molti presunti amici sono spariti”

L'ex attaccante di Brescia e Lazio Simone Del Nero si racconta a Fanpage.it: le critiche al calcio moderno, le delusioni umane e la nuova vita a Carrara

Simone Del Nero in azione con la Lazio
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A 45 anni e a distanza di tempo dal ritiro dal calcio giocato, Simone Del Nero ha deciso di rompere il silenzio e prendere le distanze da un mondo che non sente più suo. L’ex fantasista di Brescia e Lazio, campione d’Europa con l’Italia Under 21 nel 2004, si è raccontato in un’intensa intervista concessa a Fanpage.it, tracciando un bilancio amaro ma sincero della propria parabola professionale. Oggi Del Nero ha scelto di ritirarsi nella sua Carrara, gestendo una struttura ricettiva, coltivando l’orto e dedicandosi all’insegnamento della tecnica ai più giovani. Una dimensione genuina ritrovata lontano dai riflettori, in netto contrasto con un ambiente sportivo verso il quale dichiara di non provare alcuna nostalgia.

L’amarezza per le relazioni umane: “Ospiti a casa mia e poi svaniti nel nulla”

Ciò che pesa maggiormente nel bilancio dell’ex calciatore non sono soltanto le pressioni o gli infortuni patiti in carriera, ma la profonda delusione legata ai rapporti umani costruiti negli anni del professionismo. Del Nero ha confessato di considerare gli amici veri contabili sulle dita di una mano, sottolineando la superficialità di un ambiente rivelatosi spesso falso. L’ex attaccante ha ricordato con amaro rammarico come persone che hanno dormito a casa sua per anni, trattate alla stregua di fratelli, siano improvvisamente sparite nel nulla una volta spenti i riflettori. Un’esperienza dolorosa che lo porta oggi a rifiutare anche un futuro da opinionista televisivo, proprio per la riluttanza a giudicare pubblicamente colleghi ed ex compagni.

La critica al calcio moderno: “Un gioco noioso pieno di soldatini”

Il distacco di Del Nero riguarda anche l’evoluzione tattica ed estetica del calcio contemporaneo, definito dall’ex calciatore un movimento “melmoso” e privo di intrattenimento. Secondo la sua visione, il calcio odierno ha smarrito la fantasia, la tecnica individuale e l’emozione del gesto atletico, prediligendo atleti inquadrati in schemi rigidi e privi di inventiva. Nel campus giovanile che gestisce a Carrara, l’ex trequartista cerca infatti di trasmettere ai ragazzi il valore del dribbling e dell’uno contro uno, fondamentali che ritiene ormai scomparsi dai settori giovanili italiani ma indispensabili per riaccendere la vera passione per questo sport.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.