Un incredibile intrigo internazionale scuote il mercato della Roma: la petizione online attribuita ai sostenitori giallorossi per bloccare l’acquisto di Mason Greenwood si è rivelata un totale inganno. Dietro l’apparente mobilitazione popolare della piazza capitolina si nasconde in realtà una precisa e strategica regia estera, nata sull’asse Istanbul-Marsiglia.
Il caso della finta mobilitazione giallorossa
Nelle ultime ore, la notizia di una presunta raccolta firme avviata dai tifosi della Roma per boicottare l’arrivo dell’esterno inglese del Marsiglia aveva fatto rapidamente il giro del web. La petizione faceva leva sulle note e divisive vicende extra-campo che hanno segnato il passato dell’ex giocatore del Manchester United, paventando una netta incompatibilità con le iniziative sociali del club.
Tuttavia, le verifiche sulla natura della mobilitazione hanno portato alla luce una verità del tutto diversa. Non si è trattato di un moto di protesta spontaneo nato all’ombra del Colosseo, bensì di un’operazione di disturbo orchestrata digitalmente per condizionare le trattative di mercato in corso.
La regia dei tifosi del Fenerbahce
I veri autori del boicottaggio virtuale sono i sostenitori del Fenerbahce. Il club turco ha inserito da tempo Mason Greenwood in cima alla propria lista dei desideri per rinforzare l’attacco, ma si è trovato a fare i conti con il fortissimo inserimento della Roma nella corsa al classe 2001.
Per tentare di frenare l’operazione e far saltare i piani del club italiano, una frangia della tifoseria di Istanbul ha ideato il piano: creare una raccolta firme fittizia sostituendosi interamente ai tifosi romanisti. L’obiettivo strategico era duplice: generare un caso mediatico attorno alla dirigenza giallorossa per indurla a fare un passo indietro e, contemporaneamente, dimostrare al calciatore che l’ambiente romano sarebbe stato ostile al suo arrivo in Italia.
La guerra psicologica del calciomercato moderno
Questo retroscena svela un livello inedito di “guerra psicologica” applicata al calciomercato, dove i social network e le piattaforme di petizioni online diventano veri e propri strumenti di disturbo geopolitico tra club. Nonostante l’ottimo rendimento sportivo nell’ultima stagione in Ligue 1 con il Marsiglia, il nome di Greenwood continua a sollevare accesi dibattiti, una vulnerabilità che i rivali di mercato hanno provato a sfruttare a tavolino.
Scoperto il bluff, la Roma può ora proseguire le proprie valutazioni di mercato senza il peso di una finta contestazione interna, mentre il Fenerbahce dovrà fare affidamento solo sulle proprie capacità economiche e sul progetto tecnico per convincere l’inglese a trasferirsi in Turchia.








