Il retroscena dietro il “no” di Liberali al Milan: Ibrahimovic lo bocciò. Ecco cosa accadde

Svelato il motivo del mancato ritorno di Mattia Liberali al Milan: decisiva la vecchia bocciatura di Zlatan Ibrahimovic. Il talento sceglie il Como

Ibrahimovic dirigente del Milan

21

Trequartista

10

Como


  • 8 Settembre 2004
  • Argentina
  • 186 cm
  • 74 kg
  • Biografia

Nico Paz è un centrocampista offensivo di grande talento, apprezzato per la qualità tecnica e la naturalezza con cui interpreta il gioco tra le linee. Mancino elegante, possiede un controllo di palla raffinato, ottima visione di gioco e una notevole capacità di calciare da fuori area, caratteristiche che lo rendono pericoloso sia come rifinitore sia come finalizzatore. È abile nel muoversi tra centrocampo e attacco, mostrando personalità anche in contesti di alto livello.

Cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, ha completato il suo percorso nella cantéra fino ad arrivare alla prima squadra, con cui ha esordito nelle competizioni maggiori, togliendosi anche la soddisfazione di segnare in Champions League. Nel suo giovane palmarès figurano titoli nazionali vinti con il club madrileno, maturati all’interno di una rosa di altissimo livello.

Una curiosità riguarda la sua identità calcistica internazionale: nato in Spagna ma di origini argentine, ha scelto di rappresentare l’Argentina, seguendo anche l’eredità familiare e confermando un legame forte con la tradizione calcistica sudamericana.

Il calciomercato del Milan si tinge di giallo e si arricchisce di un retroscena di quelli pesanti, capace di scuotere l’ambiente rossonero. La trattativa per il clamoroso ritorno a casa di Mattia Liberali si è arenata definitivamente, trasformandosi in una cocente beffa di mercato. Il giovane talento, esploso nell’ultima stagione in Serie B con la maglia del Catanzaro, ha infatti deciso di snobbare il corteggiamento in extremis dei rossoneri per legarsi ufficialmente al Como.

Dietro il rifiuto del calciatore c’è un motivo ben preciso, che porta dritto a Zlatan Ibrahimovic: fu proprio lo svedese a dare il parere negativo sulla sua permanenza a Milano soltanto un anno fa.

Quella bocciatura di Ibrahimovic che ha cambiato tutto

Per capire la scelta di Liberali bisogna fare un passo indietro di dodici mesi. Nell’estate del 2025, il Milan decise di lasciar partire il ragazzo a parametro zero, rinunciando a uno dei prodotti più cristallini del proprio settore giovanile. Una scelta dolorosa, ma dettata da una linea ben precisa: a mettere il veto sui margini di crescita del calciatore fu proprio Zlatan Ibrahimovic, il cui giudizio tecnico fu allora insindacabile e determinante per l’addio.

A distanza di un anno, dopo le grandi prestazioni del classe 2007, via Aldo Rossi ha fatto totale autocritica. Il patron di RedBird, Gerry Cardinale, si è mosso in prima persona organizzando una call d’urgenza insieme al nuovo allenatore Ruben Amorim, letteralmente stregato dai filmati del ragazzo. Il Milan ha provato il sorpasso sul Como offrendo cifre altissime, sia sul piano dell’ingaggio che delle commissioni per l’agente Alessandro Lucci, nel tentativo di ricucire lo strappo.

Il summit decisivo e il peso dello svedese nel nuovo Milan

Il tentativo di riconciliazione è però naufragato durante il colloquio decisivo. L’entourage di Liberali ha voluto vederci chiaro, chiedendo alla dirigenza rassicurazioni sulla reale influenza di Ibrahimovic nelle strategie presenti e future del club. Cardinale non ha potuto mentire, confermando che l’ex attaccante resta il suo consigliere più ascoltato e che il suo pensiero sarà sempre più centrale nel nuovo assetto societario.

Tanto è bastato al giocatore per rifiutare la ricca proposta economica del Milan. Liberali ha avvertito il pentimento tardivo della società, ma ha capito che la linea di Ibrahimovic non era cambiata. Il timore di rientrare in un ambiente condizionato da chi lo aveva bocciato pochi mesi prima ha spinto il fantasista a non concedere una seconda possibilità al club in cui è cresciuto.

Il Como ringrazia e si gode il talento

A ringraziare per questa spaccatura interna è il Como, che si assicura uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico italiano. Liberali ha preferito sposare il progetto lariano, ritenuto più sereno, lineare e idoneo per la propria evoluzione professionale. Per il Milan resta il rimpianto di un talento perduto a zero e la consapevolezza che le decisioni dei propri vertici societari, a volte, possono pesare come macigni anche sul mercato in entrata.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.


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