Luka Modrić è un centrocampista croato (classe 1985), considerato uno dei migliori interpreti del ruolo nella storia del calcio e vincitore del Pallone d'Oro nel 2018. Dopo una carriera leggendaria con il Real Madrid, nel 2025 si è trasferito all’AC Milan.
È un centrocampista creativo e intelligente, capace di controllare il ritmo di gioco con passaggi precisi di corto e lungo raggio e visione sopraffina. Eccelle nel controllo palla, nella lettura delle situazioni e nella gestione del gioco anche sotto pressione, costruendo azioni per i compagni o impostando dal basso.
Nonostante l’altezza contenuta, compensa con agilità, tecnica raffinata e resistenza; è stato spesso schierato anche come regista o mezzala a seconda delle esigenze tattiche.
Modrić è spesso lodato per la sua longevità ad altissimo livello, giocando da protagonista ben oltre i 35 anni. Oltre al calcio, ha interessi come la musica (suona la chitarra) e l’arte del disegno, attività che pratica nei momenti liberi. Ha indossato storicamente la maglia numero 14 anche in onore di Johan Cruyff, scelta ripetuta anche al Milan.
Il Milan continua a lavorare sotto traccia per ridisegnare il proprio assetto societario in vista della prossima stagione. La dirigenza rossonera è alla ricerca di una figura strategica per il ruolo di direttore sportivo: un profilo che sappia coniugare una profonda conoscenza del mercato italiano con una spiccata visione internazionale. Nelle ultime ore, tra i nomi valutati dai vertici di Casa Milan, è emerso con forza quello di Domenico Teti, manager classe 1976 con oltre vent’anni di esperienza nel calcio che conta.
Dagli inizi a Verona al colpo Icardi con la Sampdoria
Teti non è certo un nome nuovo per gli addetti ai lavori. Ha iniziato la sua scalata nel calcio dirigenziale partendo dal settore giovanile dell’Hellas Verona, per poi trovare una prima consacrazione internazionale come DS del Lugano.
Il vero capolavoro professionale, tuttavia, si concretizza al suo ritorno in Italia, precisamente alla Sampdoria. In un momento delicato come la ricostruzione post-retrocessione in Serie B, Teti si dimostra un abilissimo talent scout. È sua, insieme allo staff blucerchiato, l’intuizione di scommettere su un giovanissimo Mauro Icardi, prelevato dalla Cantera del Barcellona e trasformato in pochi anni in uno dei centravanti più prolifici e remunerativi d’Europa. Dopo la parentesi genovese, Teti ha confermato le sue doti al Novara, guidando il club piemontese tra promozioni storiche e playoff ad alta tensione.
Un curriculum globale: da Cipro alla Premier League
Ciò che attrae particolarmente il Milan è l’attitudine cosmopolita del dirigente. Dal 2018 in poi, Teti ha intrapreso un viaggio calcistico che lo ha portato prima a vincere il campionato a Cipro con l’APOEL, poi a misurarsi con la realtà dell’Al Shabab in Arabia Saudita, fino alla chiamata in Premier League. Nel 2025 è approdato al Wolverhampton come responsabile dell’area professionale. Nonostante la separazione consensuale avvenuta dopo pochi mesi, l’esperienza inglese ha ulteriormente arricchito il suo bagaglio di relazioni internazionali, rendendolo un profilo appetibile per i club di prima fascia.
Perché il Milan pensa a Teti
I rossoneri cercano un uomo di mercato che sappia scovare il talento prima degli altri e che parli la lingua dei grandi club europei. Domenico Teti risponde esattamente a questo identikit. Oltre al Milan, anche altre società italiane stanno monitorando la sua situazione, ma il fascino del progetto rossonero potrebbe fare la differenza. Nelle prossime settimane il Milan scioglierà le riserve, ma il nome di Teti è già sul tavolo dei promossi.








