Aurelio De Laurentiis non è uno che si fa mettere i piedi in testa facilmente. Il presidente del Napoli è noto per la sua personalità piuttosto “esuberante” e la ricerca dell’erede di Antonio Conte per la panchina dei partenopei ha ancora una volta confermato questa caratteristica del patron. E lo ha capito a sue spese anche Vincenzo Italiano, che dopo un incontro con l’imprenditore è passato dall’essere il primo candidato per la panchina a spettatore dell’ultima “trattativa lampo” conclusa con Massimiliano Allegri.
La “sfida” di De Laurentiis
In molti a Napoli avevano già immaginato Vincenzo Italiano, già sedotto e abbandonato lo scorso anno, seduto sulla panchina del Maradona, pronto a guidare la squadra in nuove avventure i Italia e in Europa. Ma c’è una cosa che in pochi avevano considerato: con De Laurentiis non si scherza. Il presidente azzurro è un esperto nell’arte di “pesare” chi si trova davanti e non esita a scartare chi non ha quella determinazione o quel rispetto delle tempistiche e delle direttive che lui tanto apprezza. Il risultato? Una semplice richiesta di 72 ore di tempo da parte di Italiano per considerare l’offerta si è trasformata in un clamoroso “no” da parte del Napoli.
Le voci
Secondo quanto riportato da Nicolò Schira su Il Giornale, Italiano ha commesso l’errore di apparire troppo sicuro, come se la firma sul contratto fosse solo una formalità. Questo atteggiamento ha portato De Laurentiis ad esplorare altre opzioni, tra cui Allegri, appena liberatosi dal Milan. In poche ore, i contatti con Allegri sono stati riavviati e l’accordo è stato chiuso: un biennale da 5 milioni a stagione più premi a obiettivo.
Lo sconforto di Italiano
Dal canto suo, Italiano è rimasto deluso e un po’ amareggiato. L’entusiasmo di approdare al Napoli si è trasformato in un sentimento di incomprensione e delusione. Come scritto da Gianluca Di Marzio, il tecnico era il principale favorito per guidare gli azzurri, ma le dinamiche e le richieste di De Laurentiis hanno ribaltato il suo destino. Ora Italiano dovrà cercare altrove la sua nuova avventura, anche se al momento di panchine disponibili in Serie A ne sono rimaste poche. Chissà che non ci sia proprio il Milan pronto a dargli fiducia.
La nuova era Allegri all’ombra del Vesuvio
Intanto, per il Napoli inizia l’era Allegri. La società partenopea si prepara a vivere un anno pieno di aspettative, con un allenatore che ha dimostrato ampiamente di saper gestire le grandi squadre e le pressioni che ne derivano, anche se reduce da un’annata decisamente deludente al ritorno in rossonero. Il presidente De Laurentiis, ancora una volta, ha puntato su un nome di spicco scegliendo in prima persona, come accaduto nel recente passato.








