Sempre più leader del Monza dentro e fuori dal campo, con cui cha conquistato la promozione in Serie A dopo la retrocessione nell’annata 2024-25, Matteo Pessina è cresciuto nel settore giovanile brianzolo, prima dell’approdo al Milan. In questa direzione si inseriscono le parole del centrocampista classe ’97.
Pessina: “Dovevo andare all’Inter”
“Io dovevo andare all’Inter – ha riferito Pessina al podcast Jeantoneria – l’Inter voleva comprarmi nell’estate di Kondogbia (2015, ndr). Lui doveva andare al Milan e all’ultimo l’Inter lo soffiò. Galliani venne a sapere di questa cosa, chiamò il mio procuratore e gli disse: <<Fai venire Pessina nel mio studio oggi pomeriggio perché firma con il Milan>>. Io ero con i miei due compagni di scuola, in centro a Monza. Chiamai mio papà perché non avevo neanche la patente e doveva accompagnarmi lui in ufficio da Galliani. Alla fine siamo andati tutti: io, mia mamma, mio papà, mia sorella, e io firmai subito quel pomeriggio. Galliani non doveva neanche convincermi, sapeva che non gli si poteva dire di no”.
Il gesto di Galliani per il Monza
“Inoltre Galliani diede 30000 euro al Monza, da parte del Milan, per pagare gli stipendi dei dipendenti del Monza dopo il fallimento. Un gesto simbolico che non era tenuto a fare. Quello fu il mio primo incontro con Galliani. In quel Milan c’era Mihajlovic come allenatore e, insieme a me, dalla Primavera erano arrivati in prima squadra Donnarumma, che inizialmente era il terzo portiere, Calabria, Locatelli e Cutrone”.








