Xavi gela il Milan: c’è un piano clamoroso e inaspettato per il suo futuro

iente Milan per Xavi Hernández. Il retroscena di mercato svelato da Matteo Moretto rivela i piani a sorpresa dell'ex Barcellona: ecco cosa c'è nel suo futuro

Xavi Hernández

Il casting per la panchina del Milan perde ufficialmente uno dei suoi nomi più suggestivi e internazionali. Xavi Hernández non allenerà il club rossonero la prossima stagione. La notizia, che spegne sul nascere i sogni di una parte della tifoseria, traccia una linea netta sulle reali intenzioni dell’ex tecnico del Barcellona, rimasto fermo dopo la complessa separazione dal club blaugrana. A fare chiarezza sul futuro dell’allenatore catalano è Matteo Moretto, uno dei massimi esperti di calciomercato a livello internazionale. Secondo quanto riferito dal giornalista, Xavi avrebbe già preso una decisione definitiva, scartando l’opzione di trasferirsi a Milano per sposare il progetto tecnico del Diavolo.

Nella mente dello spagnolo: l’obiettivo è una Nazionale

Dietro il rifiuto al Milan non ci sarebbero motivi economici o di scarsa attrattività del club italiano, bensì una precisa e ambiziosa strategia professionale. Nella testa di Xavi, infatti, c’è un piano ben delineato: diventare il Commissario Tecnico di una Nazionale.

Il tecnico spagnolo non ha fretta di rimettersi in gioco nel logorante tran-tran quotidiano di un club e preferisce aspettare la finestra strategica perfetta. L’obiettivo temporale è già fissato: il post-Mondiali. Xavi è pronto a rimanere alla finestra, studiando i colleghi e aggiornandosi, in attesa che le panchine delle più importanti selezioni mondiali si liberino subito dopo la fine della rassegna iridata.

Cosa succede ora in casa Milan?

Con il “no” di Xavi ormai certificato, la dirigenza del Milan è costretta a depennare un profilo di altissimo spessore dalla propria lista dei desideri. Il management rossonero proseguirà i colloqui per individuare il profilo ideale a cui affidare la rosa la prossima stagione: un tecnico che sappia valorizzare i giovani talenti in rosa e, al contempo, garantire quella mentalità vincente e quel gioco propositivo che la piazza di San Siro invoca a gran voce.

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