Ceferin torna all’attacco: “Superlega? Tre club continuano a rivendicarla, ma poi sono i primi a firmare per la Champions”

coppe europee04/10/2022 • 22:13
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Aleksander Ceferin torna sull’argomento Superlega e torna all’attacco dei tre club ribelli. Se Florentino Perez pensa che il progetto sia ancora vivo e pronto per decollare, il presidente della UEFA crede che ormai non ci sia più alcuna minaccia “Super League” e lo ribadisce in un’intervista a RTV Slo.

Superlega, le parole di Florentino Perez

Il presidente del Real Madrid, alcuni giorni fa, aveva rilanciato l’idea Superlega. L’obiettivo di Perez rimane quello di fermare il declino del calcio europeo: “Per risolvere un problema prima bisogna riconoscerne l’esistenza. Il nostro amato calcio in Europa è malato e sta perdendo la leadership. I giovani s’interessano sempre meno al nostro sport, chiedono un prodotto di qualità che le attuali competizioni europee non offrono. Con tutto il rispetto, riteniamo che queste competizioni debbano cambiare per offrire un prodotto di qualità per tutta la stagione. Per ragioni che non riusciamo a capire la Uefa va in direzione opposta”. Per Perez il progetto è più vivo che mai. Per Ceferin, la Superlega non esiste più.

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Ceferin: “Superlega? Le inglesi diranno no”

L’avvocato sloveno, ai microfoni di RTV Slo, è tornato sull’argomento Super League e ha ricordato i giorni della nascita della nuova competizione: “Sono stati giorni davvero tempestosi. Quando verrà il momento, potrò parlarne di più o scrivere un libro che sarebbe molto interessante. In quei giorni non ho dormito, mangiato o bevuto per 48 ore”. 

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Giorni complicati, è vero, che sono stati superati. Il progetto, sottolinea Ceferin, non decollerà più:In ogni caso gli inglesi sicuramente non si uniranno più e non vedo una competizione seria senza nessuna di quelle squadre, che sono sicuramente le più importanti del calcio europeo”.

Lo sloveno ha parlato infine di Agnelli e ha ribadito di non aver più rapporti con il vecchio amico: Ora non ho alcun rapporto con Agnelli e prima non avevo nemmeno molti contatti con Perez. Nella finale di Champions League abbiamo parlato correttamente, lui si è seduto accanto a me e nessuno di noi ha toccato la Super League. Abbiamo tre presidenti di club che continuano a rivendicarla per il loro ego, ma poi sono stati i primi a firmare per la nuova Champions per paura di essere espulsi“.                                                                                                                               

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