Il celebre tamburo che ha scandito il ritmo e l’entusiasmo della Norvegia durante i Mondiali in Stati Uniti, Messico e Canada ha trovato un nuovo proprietario, ma soprattutto ha compiuto una missione di straordinaria solidarietà. Lo strumento, diventato celebre in tutto il mondo per aver accompagnato la travolgente “vogata vichinga” della selezione scandinava e dei suoi tifosi, è stato battuto all’asta per la ragguardevole cifra di 1,3 milioni di corone norvegesi, pari a circa 124 mila euro.
A fare l’offerta vincente è stato l’armatore Knut Ugland, proprietario di una nota compagnia di navigazione, il quale non ha esitato a investire una somma così ingente spinto da nobili motivazioni. L’intero ricavato dell’asta, infatti, sarà interamente devoluto al Norwegian Refugee Council per sostenere i programmi di aiuto e supporto ai rifugiati in tutto il mondo.
Dai trionfi sportivi al re Haakon: la storia di un simbolo
Il tamburo non è un semplice oggetto da collezione, ma custodisce i momenti più esaltanti dell’avventura mondiale della Norvegia. La sua risonanza mediatica è esplosa durante la competizione nordamericana, quando il famoso coro “Ro!” è diventato il tormentone virale di tutti gli appassionati di calcio.
Il valore simbolico del cimelio è stato ulteriormente impreziosito al rientro della squadra in patria, quando lo strumento è stato suonato direttamente da Erling Haaland e persino da Re Haakon della Norvegia, unendo la passione popolare e le istituzioni in un unico grande momento di festa nazionale. Un vero e proprio pezzo di storia sportiva che ha saputo trasformare l’energia del rettangolo verde in un concreto aiuto umanitario.
La reazione dell’acquirente e il futuro del tamburo
Nonostante la cifra finale sia rapidamente lievitata ben oltre le aspettative iniziali, l’acquirente non si è detto affatto pentito dell’investimento economico sostenuto. Interpellato dopo la chiusura dell’asta, lo stesso Knut Ugland ha ammesso candidamente di non essersi mai immaginato che il prezzo potesse spingersi a vette così alte, sottolineando però il valore superiore dell’iniziativa: “Ma è per una buona causa ed è questa la cosa più importante”.
Attualmente, la destinazione futura e la collocazione definitiva di questo pezzo di storia norvegese non sono ancora state definite ufficialmente, lasciando aperta la curiosità su dove troverà dimora questo storico e solidale strumento musicale.
