Mondiali, la Francia ora vuole “sfruttare” il caso Balogun: in arrivo la richiesta

Il caso Balogun stravolge i Mondiali: la Francia presenta un ricorso alla FIFA e chiede l'annullamento del giallo a Olise prima del Marocco. I dettagli.

La Francia e il caso Balogun

Il Mondiale 2026 rischia a questo punto di essere ricordato anche per i suoi clamorosi precedenti “burocratici”, oltre che per i verdetti del campo. Dopo la scandalosa decisione della FIFA di sospendere la squalifica dello statunitense Folarin Balogun, la Federcalcio francese ha deciso di muoversi ufficialmente aprendo un nuovo e spinoso fronte legale.

Il caso Balogun che sta scuotendo i Mondiali

Per capire la mossa dei Bleus bisogna fare un passo indietro a quanto accaduto nelle ultime ore sull’asse Washington-Zurigo. L’attaccante degli Stati Uniti, Folarin Balogun, era stato espulso durante la sfida contro la Bosnia Erzegovina, un rosso che da regolamento avrebbe dovuto estrometterlo dall’ottavo di finale contro il Belgio. Con una mossa senza precedenti che ha scatenato la furia della UEFA e dei vertici politici europei, e che ha visto persino l’esultanza pubblica del presidente Donald Trump, la FIFA ha applicato la condizionale, congelando lo stop del giocatore.

Una decisione “politica” che ha frantumato la certezza delle regole del torneo e che, inevitabilmente, ha spinto le altre Nazionali a pretendere una parità di trattamento davanti a presunti errori direzionali.

La richiesta ufficiale della Francia per Michael Olise

La Francia di Didier Deschamps, fresca di qualificazione ai quarti di finale dopo aver superato il Paraguay in una partita piuttosto nervosa, è la prima a voler sfruttare la “giurisprudenza Balogun”. Secondo quanto rivelato da L’Équipe e ripreso dalle principali testate sportive, la federazione transalpina sta formalizzando un ricorso d’urgenza alla Commissione Disciplinare della FIFA per chiedere l’annullamento del cartellino giallo comminato a Michael Olise.

L’episodio contestato è avvenuto al minuto 97 della sfida contro i sudamericani. L’esterno del Bayern Monaco è stato sanzionato dall’arbitro uzbeko Tantashev per comportamento antisportivo dopo un accenno di rissa con il paraguaiano Matías Galarza. Le immagini televisive mostrano tuttavia una realtà incontrovertibile: Olise si è limitato a portare il dito alle labbra per zittire il rivale, il quale ha poi simulato un colpo stramazzando clamorosamente al suolo e ingannando il direttore di gara.

Il peso della diffida in vista delle semifinali

Quella dei francesi non è una semplice battaglia di principio, ma una mossa strategica fondamentale per il prosieguo del torneo. Olise, con quel giallo, è entrato ufficialmente nella lista dei diffidati.

I Bleus affronteranno il Marocco nei quarti di finale e, se il provvedimento non venisse revocato, un eventuale secondo cartellino giallo costringerebbe il talento del Bayern a saltare, in caso di qualificazione, la semifinale del Mondiale. La Francia, forte del precedente americano, esige che la FIFA riconosca l’errore commesso sul terreno di gioco e ripulisca la fedina del calciatore, dimostrando che il regolamento, da questo momento in poi, è diventato davvero flessibile per tutti.

Che il caso Balogun avrebbe creato un pericolosissimo precedente era una cosa ovvia: ora è il caso che chi di dovere si prenda le proprie responsabilità.


Giulio Piras

Giulio Piras

Caporedattore di Chiamarsi Bomber, giornalista esperto di calcio nazionale ed internazionale. Gestisce il flusso informativo quotidiano e il coordinamento del team redazionale. Con una profonda conoscenza delle dinamiche del calciomercato e dei principali campionati europei, cura l'approfondimento delle notizie last-minute garantendo verifica delle fonti e qualità dei contenuti.


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