La maglia verdeoro ha sempre avuto un volto riconoscibile negli ultimi anni, quello di Neymar. Ma oggi, a pochi mesi dai Mondiali del 2026, il suo posto non appare più così scontato. Siamo davvero di fronte all’ultima occasione per rivederlo protagonista con il Brasile o il tempo, inevitabilmente, sta presentando il conto?
Una stagione complicata tra infortuni e poche certezze
Il 2025-2026 non è stato un anno semplice per Neymar. Tornato al Santos, il fantasista avrebbe dovuto ritrovare continuità e centralità , ma la realtà si è rivelata ben diversa. Gli infortuni hanno frenato il suo percorso, limitandone le presenze e impedendogli di incidere con regolarità . Quando è stato in campo, si sono intraviste le sue qualità tecniche, ma senza quella brillantezza che lo aveva reso uno dei giocatori più determinanti al mondo.
Il problema, più che i numeri, è la continuità : Neymar non è riuscito a garantire una presenza costante, e questo pesa enormemente nella valutazione in vista di una competizione intensa come il Mondiale.
Un Brasile pieno di stelle: le scelte di Ancelotti
Nel frattempo, la Nazionale brasiliana di calcio si presenta con un’abbondanza di talento che complica ulteriormente la situazione. Il commissario tecnico Carlo Ancelotti si trova a gestire una rosa ricca di alternative di altissimo livello. Tra queste spicca VinÃcius Júnior, oggi uno dei leader tecnici della squadra, simbolo di una nuova generazione pronta a prendersi la scena. Accanto a lui, tanti altri campioni che militano nei top club europei, offrendo soluzioni diverse e spesso più affidabili dal punto di vista fisico.
In questo contesto, la convocazione di Neymar non può più essere considerata automatica. Ancelotti dovrà fare scelte basate su equilibrio, forma e funzionalità tattica, non solo sul prestigio o sulla storia del giocatore.
Il peso emotivo: Neymar e il cuore dei tifosi
Eppure, il discorso non è solo tecnico. Neymar rappresenta molto più di un semplice calciatore per il Brasile: è un simbolo, un’icona, il volto di un’epoca. Una sua eventuale esclusione dai Mondiali del 2026 avrebbe un impatto fortissimo sulla tifoseria. Per molti sostenitori verdeoro, Neymar incarna l’ultimo legame con una tradizione fatta di fantasia e spettacolo. La sua presenza, anche non al massimo della forma, garantirebbe carisma, esperienza e una connessione emotiva unica con il pubblico.
D’altro canto, una scelta diversa potrebbe essere interpretata come un segnale di rinnovamento, l’inizio definitivo di un nuovo ciclo.
Convocarlo o no? Pro e contro di una scelta delicata
Il dibattito è aperto e complesso. Convocare Neymar significherebbe portare in squadra un giocatore capace, anche in pochi minuti, di cambiare una partita con una giocata. La sua esperienza internazionale, la conoscenza delle grandi competizioni e la leadership nello spogliatoio sono elementi difficili da ignorare.
Tuttavia, i contro sono evidenti: condizioni fisiche incerte, ritmo partita insufficiente e il rischio di occupare un posto che potrebbe essere destinato a un giocatore più in forma e pronto.
Non convocarlo, invece, permetterebbe ad Ancelotti di puntare su una squadra più dinamica e proiettata al futuro, ma priverebbe il Brasile di uno dei suoi talenti più iconici, con tutte le implicazioni emotive e mediatiche del caso.
Un bivio che va oltre il campo
La decisione finale non riguarderà solo il rendimento sportivo, ma anche il significato che il Brasile vuole dare a questo Mondiale. Continuare a credere nel suo simbolo più rappresentativo o voltare pagina definitivamente?
Neymar è ancora in grado di essere decisivo al massimo livello o il suo tempo con la Seleção è ormai finito? E soprattutto: il Brasile può davvero permettersi di lasciarlo a casa?











