La conferenza stampa congiunta a margine dell’Assemblea di Lega Serie A ha segnato l’inizio della nuova era della FIGC. Il neo presidente federale Giovanni Malagò, affiancato da Paolo Maldini nella veste di Presidente del Club Italia e Direttore Tecnico e dal consulente Leonardo, ha spiegato nei dettagli la strategia per far risorgere il calcio italiano. Le indiscrezioni della vigilia lasciano spazio a una linea netta che separa il passato dal futuro della Nazionale.
Le parole di Giovanni Malagò: “Ho invertito la clessidra”
Malagò ha esordito svelando la nascita della sua candidatura, guidata da una richiesta quasi plebiscitaria da parte dei club della massima serie. L’ex presidente del CONI ha sottolineato come la spinta sia arrivata da un gruppo di società della Serie A che lo hanno contattato con insistedenza quotidiana, fino a trovare un consenso pressoché unanime che lo ha spinto a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Dopo l’esperienza totalizzante dei Giochi di Milano-Cortina, il richiamo dell’Italia e del calcio ha prevalso.
Il punto fondamentale del suo discorso riguarda la profonda rottura con la gestione tecnica del passato. Malagò ha ribadito come chi lo ha preceduto ritenesse giusto autoresponsabilizzarsi sulla scelta del commissario tecnico e dell’intera filiera. La nuova governance ha invece invertito la clessidra, affidando la guida tecnica all’accordo con Maldini e Leonardo, da cui deriverà ogni decisione strutturale. La parola d’ordine è condivisione totale su un arco temporale di sei anni in vista degli Europei 2032, con uno sguardo che Paolo Maldini estende fino a un orizzonte di otto o dieci anni.
“Ho invertito la clessidra: sono stato un discreto persuasore per chiudere l’accordo con Maldini e Leonardo, da cui poi deriveranno una serie di scelte. La parola chiave è condivisione totale: non faranno mai nulla di non condiviso con me e io non farò mai nulla che non sia condiviso con loro. Io parlo dei prossimi sei anni pensando agli Europei in casa nel 2032, mentre Paolo guarda persino a un orizzonte di 8-10 anni”.
La rivelazione di Maldini: la tentazione Ancelotti e il sogno Guardiola
Il momento clou dell’incontro si è concentrato sulle manovre per la ricerca del nuovo Commissario Tecnico. Maldini non ha nascosto i sondaggi condotti ai vertici del calcio mondiale, confermando che prima di valutare l’ipotesi di portare Pep Guardiola sulla panchina azzurra ci sono stati contatti diretti anche con Carlo Ancelotti per capire i margini di manovra: “Sulla scelta del nuovo commissario tecnico stiamo valutando profili di assoluta grandezza. Prima di valutare l’ipotesi Guardiola abbiamo parlato anche con Carlo Ancelotti. Ci sembrava giusto parlare con i migliori al mondo, per verificare la disponibilità generale”.
La missione condotta a Barcellona da Maldini e Leonardo è servita per presentare a Guardiola la bontà del progetto italiano. Il piano proposto al tecnico spagnolo prevede un controllo totale sulla filiera azzurra, compresa la scelta del profilo per la panchina dell’Under 21 e un ruolo di supervisione nella crescita dei talenti delle selezioni giovanili. La Federazione punta a chiudere il cerchio e ad annunciare la nuova guida tecnica e il nuovo organigramma prima del 31 luglio, scadenza cruciale anche per la consegna del dossier ufficiale legato agli Europei 2032.









